Svezia, estrema destra ago della bilancia. E il leader denuncia: "Minacciato dall'Isis"

L'estrema destra di Jimmie Akesson continua a crescere nei sondaggi e rischia di diventare l'ago della bilancia delle prossime elezioni. E il leader nazionalista denuncia: "Io minacciato dall'Isis"

Non un’elezione ma un “referendum” tra le porte aperte agli immigrati e la “Svezia agli Svedesi”. Così Jimmie Akesson, il leader dei Democratici svedesi, il partito di estrema destra che si prepara a sbancare alle elezioni di domenica prossima, arringa la folla dei suoi sostenitori sulla piazza principale di Varnamo.

Forse non andranno al governo ma, ormai è certo, l’ultradestra sarà l’ago della bilancia alle prossime competizioni elettorali. Mai come in questa tornata elettorale, infatti, a dominare è l’incertezza. Nessun partito, nemmeno quelli di establishment, può dirsi sicuro di raggiungere la soglia di 175 seggi per assicurarsi la maggioranza assoluta al Riksdag, il parlamento svedese. Secondo le ultime rilevazioni, quelle di Youtrend, in testa ci sarebbero i socialdemocratici, con il 24,3% delle preferenze, tallonati dal partito nazionalista di Akesson, che sfiora il 20%. Seguono i moderati, al 17,5% e la sinistra, al 10,1%. E se le urne dovessero confermare uno scenario di questo tipo, secondo gli esperti, il boom dell’estrema destra renderebbe estremamente difficile la formazione di un governo di coalizione tra le forze moderate.

Intanto la campagna elettorale arrivata agli sgoccioli prosegue con i temi che l’hanno contraddistinta negli ultimi mesi: immigrazione, tasse e welfare. In un Paese che, come nota il corrispondente a Stoccolma del Corriere della Sera, nel biennio 2014-2015 ha accolto oltre 250mila rifugiati, a tifare per i nazionalisti che si battono per i diritti degli svedesi sono pure gli immigrati della prima ora. Il leader 39enne della formazione di estrema destra cavalca l’onda del malcontento e punta a diventare il primo partito del Paese scandinavo. Prima di buttarsi a capofitto nella politica faceva il web designer. È sua l’idea di cambiare volto alla formazione politica, mettendo alla porta gli elementi più estremisti, addolcendo i simboli e mitigando le posizioni sui temi etici come aborto e matrimoni omosessuali.

Per difendere gli svedesi, a suo dire, si sarebbe inimicato anche l’Isis, denunciando, nella giornata di ieri di aver ricevuto minacce di morte con i simboli dello Stato Islamico. "Ti decapiteremo se non ti ritiri dalle elezioni prima del fine settimana", è il messaggio indirizzato al leader d’estrema destra. Il servizio di intelligence di Stoccolma, il Säpo, ha aperto un'indagine per "minacce". E il partito di Akesson continua a guadagnare consensi. Tra gli scenari più probabili, tuttavia, ipotizzano i politologi delle università svedesi, c’è quello di un governo di minoranza guidato dall’attuale premier Lofven, o di un patto tra socialdemocratici, Partito di centro e liberali. I Democratici svedesi hanno annunciato di essere aperti ad alleanze tanto a destra quanto a sinistra, pur di portare al governo la propria linea dura sui migranti. Le altre compagini politiche per ora sembrano evitare accuratamente il dialogo con i nazionalisti. E in attesa di sapere quale sarà il verdetto degli elettori da Roma, intanto, è arrivato l’in bocca al lupo di Matteo Salvini: “Faccio i migliori auguri al partito di Jimmie Åkesson: dopo il voto spero di poterlo incontrare e di trovarlo in una nuova e prestigiosa veste istituzionale”.

Commenti

perilanhalimi

Ven, 07/09/2018 - 20:32

Onore agli Svedesi che non si arrendono , fuori Palestinesi , arabi e islamisti dall` Europa . Basta con l` islamismo e le continue violenze musulmane contro I pochi ebrei rimasti in Svezia!!! Ecco il risulatato del buonismo e odio per Israele negli ultimi 50 anni in Svezia !!!

Ritratto di Evam

Evam

Ven, 07/09/2018 - 22:14

Estirpateli, sono demoniaci e non si può dire che non sia evidente e conclamato.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Ven, 07/09/2018 - 23:15

magari dopo le elezioni svedesi sarà Salvicchio a non avere un ruolo istituzionale. E magari (auspicabilmente) sarà al gabbio!