In Svizzera le spie non avranno più vita facile

"La ricreazione è finita". La Svizzera non sarà più un paese per le spie. Servizi segreti, agenti stranieri, hacker e terroristi sono avvisati, dice il capo delle spie elvetiche

In Svizzera, Jean-Philippe Gaudin, il cinquantacinquenne capo dell'intelligence elvetica, davanti ai media locali, ha tracciato il bilancio dei suoi primi cento giorni alla guida dei servizi segreti.

Gaudin, oltre a pressare le autorità per ottenere più agenti (sta ottenendo 28 posti da "007" supplementari, due per il Centro nazionale e 26 esperti di informatica e controspionaggio) ha avvisato le organizzazioni internazionali che hanno sede nei vari cantoni elvetici che "la ricreazione è finita", la Svizzera non sarà più un paese per le spie.

Il riferimento, non tanto velato, è relativo a tutti quei servizi segreti, agenti stranieri, hacker e terroristi che hanno attaccato o pensano di attaccare la Svizzera.

Il piccolo paese, recentemente, ha subito attacchi da parte di agenti dell'intelligence russa e alcuni militari sono stati arrestati in Olanda proprio grazie alla cooperazione dei servizi segreti elvetici. Sembra che gli 007 di Putin fossero interessati all'Agenzia mondiale antidoping di Losanna e al Laboratorio chimico dell'esercito situato a Spiez. Qualche giornale ha lanciato anche un sospetto inquietante. Il Sonntagszeitung ha scritto che un diplomatico russo su quattro in Svizzera "era un agente dei servizi segreti". Tuttavia anche in Svizzera il lavoro di intelligence non è certo solo una specialità russa. Ai media il ministro della Difesa Guy Parmelin, che ha accompagnato Gaudin durante la conferenza stampa, ha detto che ci sarà una stretta sulle spie perchè è importante per la Svizzera evitare i "saccheggi economici e industriali".

Il ritorno di combattenti religiosi musulmani nei vari Cantoni della Svizzera è un altro dei problemi segnalati dal capo delle spie elvetiche, annunciando che l'Ndb (Nachrichtendienst des Bundes) ha diverse operazioni in corso.

Il Servizio delle attività informative della Confederazione è nato nel 2010 dopo la fusione del servizio di analisi e prevenzione con il servizio di informazioni strategiche. Le spie svizzere sono sottoposte al controllo del Dipartimento federale della difesa, attualmente diretto da Guy Parmelin. L'intelligence svizzera lavora insieme a vari altri dipartimenti dell'Amministrazione federale per la raccolta delle notizie e sono possibile anche cooperazione con i servizi segreti stranieri. Inoltre, l'Ndb è in grado di acquisire informazioni da messaggi pubblici e da un sistema di ricerca delle comunicazioni via satellite. Lotta al terrorismo e all'estremismo violento, spionaggio, lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e ai cyber ​​attacchi contro le infrastrutture sensibili, rimangono le attività principali delle spie svizzere.