Taiwan, nozze gay legittime per la prima volta in Asia

Per la prima volta in Asia, la Corte costituzionale di Taiwan ha dichiarato legittimi i matrimoni gay

La Corte costituzionale di Taiwan ha dichiarato legittimi i matrimoni gay, facendo dell'isola il primo paese dell'Asia a riconoscere ufficialmente i legami tra persone dello stesso sesso. La Corte ha, infatti, stabilito che il codice civile in vigore, non permettendo le nozze omosessuali, viola due articoli della costituzione della Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan. Le autorità, secondo il dispositivo, devono rendere esecutive o modificare le relative leggi nel giro di due anni senza che le coppie dello stesso sesso debbano presentare documenti per vedere il loro matrimonio riconosciuto.

"La necessità, la capacità, la disponibilità e il desiderio - scrive la Corte nelle motivazioni della sentenza -, sia sotto gli aspetti fisico e psicologico, di creare un'unione permanente e di natura esclusiva sono ugualmente essenziali sia tra gli omosessuali sia tra gli eterosessuali, in base alla importanza della libertà di matrimonio fino allo sviluppo della personalità e alla tutela della dignità umana". Due dei 15 giudici hanno espresso parere contrario, mentre un terzo ha si è astenuto.

Molti dei taiwanesi, compresa la presidente Tsai Ing-wen, prima donna a ricoprire la carica istituzionale più alta, è a favore dei matrimoni omosessuali: l'isola, tra l'altro, ospita da anni uno dei più grandi eventi legati al Gay Pride.