Le telefonate tra i terroristi e le squadre d'assalto al Bataclan

“Siamo i soldati del Califfato”. “Questa è colpa di Hollande”. Così i terroristi di Parigi si sono presentati al telefono mentre conversavano con le forze speciali poco prima del blitz al Bataclan

“Siamo i soldati del Califfato”. “Questa è colpa di Hollande”. Così i terroristi di Parigi si sono presentati al telefono mentre conversavano con le forze speciali poco prima del blitz al Bataclan. Hanno lo sguardo fisso di chi ha visto troppo e non ha pianto. Una settimana dopo gli attentati di Parigi, gli uomini della Brigada de Recherche et d’Intervention, la BRI, che hanno diretto l’assalto contro i terroristi arroccati nel Bataclan, curano le proprie ferite. Uno dei loro uomini ha perso un amico d’infanzia nella sala da concerti. Ha trovato lui il suo corpo. Di solito il lavoro della BRI consiste nel pedinare e sorvegliare i delinquenti appartenenti al crimine organizzato. "La missione è ottenere la resa dei rapitori. Questo obbiettivo non è stato ottenibile venerdì", confida Pascal, il capo della squadra negoziazione. Poi, come racconta il Corriere, l'uomo ricorda le fasi del blitz al teatro. Un prima squadra penetra nel pian terreno. Gli uomini scoprono davanti a loro diverse centinaia di corpi aggrovigliati. Niente urla. Niente movimenti. I feriti respirano a malapena. Una cinquantina di membri della BRI e una decina del Raid si mettono all’opera per cercare di capire chi siano i morti e chi i vivi. "Siamo la polizia. Identificatevi, togliete le magliette e tenete le mani in alto, venite avanti!": la frase è ripetuta di continuo in tutta la sala da concerti. Certi ostaggi sono in stato catatonico.

La BRI ha messo in sicurezza tutta la galleria ed è arrivata davanti a due porte chiuse. Quando cercano di aprire quella di sinistra, una voce da dentro inizia a urlare: "Fermi, non entrate. Sono due. Hanno le cinture esplosive. Minacciano di ucciderci, di tagliarci la testa". L’ostaggio scelto come portavoce dai terroristi ci dà un numero di telefono sul quale poterli raggiungere. Poi Pascal prende posizione fuori insieme al collega e alla psicologa della BRI. Mostefaï e Amimour si sono presentati come "due soldati del Califfato". Cinque telefonate hanno luogo alle 23.27, 23.29, 23.48, 00.05 e alle 0.18. I terroristi chiedono una cosa sola: che la BRI se ne vada e li lasci uscire. Il negoziatore temporeggia. Cerca di ottenere la liberazione delle donne e dei bambini. "Ve li manderemo", rispondono.

Ore 00.18 I due gruppi forzano le porte. Una delle squadre avanza tirando una mezza dozzina di granate assordanti e accecanti. Lo scudo che la protegge cade: sono tutti allo scoperto. Un ombra si muove. Una pallottola sparata dalla BRI fa esplodere la cintura del terrorista. Ci vuole un’ora per evacuare tutti gli ostaggi. La strage è appena finita. Non resta che contare le vittime.


Commenti

Mizar00

Mar, 24/11/2015 - 14:15

Ah, quindi volevano scappare.. altro che immolarsi!

Solist

Mar, 24/11/2015 - 15:15

armare tutti i cittadini subito e vedrete che i morti per mano di queste bestie non saranno cosi tanti! cosi siamo solo bersagli facili per i loro fucili! governi dateci la possibilità di difenderci