Terremoto in Messico, 61 le vittime. Proclamato lutto nazionale

Il bilancio dei morti del terremoto in Messico è salito a 61, oltre 300 i feriti. Paura per possibili nuove scosse

Quello che ha colpito giovedì notte il Messico sud-occidentale è stato il terremoto più violento che si sia mai registrato da 85 anni a questa parte nel Centro America. Il bilancio delle vittime è salito a 61 persone, tutte negli Stati di Oaxaca, Chiapas e Tabasco, mentre sono oltre 300 i feriti. L'epicentro del sisma è stato registato a largo delle coste dello Stato meridionale del Chiapas, a una profondità di 35 chilometri. La popolazione è adesso preoccupata per le possibili repliche del sisma, che fino a ora sono state 65.

Il presidente messicano Enrique Pena Nieto, in visita a Oxaca, città tra le più colpite dal terremoto, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per ricordare le vittime. "Si è trattato di un sisma molto lungo, tutti noi qui lo abbiamo sentito", ha affermato il presidente che ha anche chiesto di ristabilire il prima possibile acqua e linee di rifornimento alimentare nelle zone devastate. Il governo messicano ha pubblicato un elenco di prodotti alimentari e merci che le persone possono portare ai centri di raccolta della Croce Rossa. "Il comitato nazionale di emergenza è in sessione permanente per coordinare la risposta al terremoto", ha dichiarato il capo della protezione civile del Messico Luis Felipe.

Città al buio e senza acqua, cumuli di macerie, edifici danneggiati. Anche la capitale, Città del Messico, è rimasta senza luce e le scuole sono state chiuse "per procedere a una revisione delle infrastrutture" dopo la forte scossa. Il presidente ha fatto sapere che l'elettricità è stata ripristinata per circa 800 mila persone, mentre la protezione civile è al lavoro senza sosta per aiutare la popolazione delle zone più danneggiate dal sisma.

In Messico è arrivato l'uragano Katia

Dopo il terremoto di magnitudo 8.2 sulla scala Richter, lo Us Geological Survey aveva lanciato l'allarme tsunami che sembra invece essere rientrato anche se le aree abitate della costa sono state comunque evacuate. Il sisma è stato avvertito in tutti i Paesi dell'America Centrale, da El Salvador al Guatemala dove si sone verificate interruzioni nelle comunicazioni. Nel frattempo l'uragano Katia, il terzo ciclone attivo nell'Atlantico insieme a Irma e Josè, si è indebolito. Katia ha infatti toccato terra in Messico come uragano di categoria 1 per poi trasformarsi in tempesta tropicale con venti fino a 70 chilometri orari. Secondo il servizio meteo statunitense, Katia subirà un "rapido indebolimento" fino a "dissiparsi" entro la giornata.