"Travel designer", la nuova frontiera del mercato turistico

In Italia è nata una figura professionale che vuole sfidare la concorrenza e i pacchetti low cost dei siti Internet

Su Internet, tra informazioni prese da Google e siti che offrono pacchetti all inclusive, ormai c’è tutto per poter organizzare un vacanza fai da te e preferibilmente low cost.

A farne le spese sono gli agenti di viaggio e i tour operator, scalzati dai competitor virtuali. La figura del “travel designer”, invece, andando oltre la classica offerta del consulente itinerante, si propone come la nuova frontiera del mercato turistico. Ma chi è e cosa fa il travel designer? Carla Diamanti, giornalista e collaboratrice del Touring Club Italiano, lo ha recentemente spiegato al sito della nota associazione non profit tricolore: “Non vendo pacchetti, ma contenuti. Fare l’accompagnatrice di viaggio mi ha permesso di capire come avere sempre il polso della situazione anche di altre persone. Capisco velocemente quali sono i livelli di resistenza in un museo o in auto e riesco a costruire i miei percorsi in un crescendo di bellezza”.

Dopo aver esaminato nel dettaglio ogni singola esigenza del cliente e tutte le sue abitudini “di crociera” attraverso una vera e propria intervista, il travel designer progetta una vacanza su misura per lui. “Ma non c’è sempre bisogno di andare in luoghi esotici, anche su Parigi posso trovare itinerari alternativi e originali”, ha precisato Carla, che insegna all’Univesità di Torino e porta i suoi allievi per le vie del capoluogo piemontese alla scoperta dei quartieri insospettabilmente più appetibili a livello turistico. Negli ultimi tempi in Italia sono iniziati alcuni corsi per diventare programmatori turistici o, che dir si voglia, autori di viaggi. Insomma, i travel designer stanno architettando il piano per battere la concorrenza della rete.

Commenti

i-taglianibravagente

Gio, 10/09/2015 - 16:25

Un altra grande opportunita' per diventare in brevissimo tempo un Unemployed Jobless Manager...vanno a ruba. ...ma uno che non capisce "velocemente quali sono i livelli di resistenza in un museo o in auto"...non dovrebbe neanche provarci... 1 su 1000 ce la fa.