Per Trump una campagna al risparmio

Sino ad ora Trump ha raccolto 19 milioni di dollari. Nulla rispetto ai 112 milioni di Hillary Clinton, ma anche rispetto ai 47 raccolti dal senatore texano Ted Cruz, che lo tallona nella corsa per la nomination repubblicana

Da mesi Donald Trump guarda gli altri candidati repubblicani dall'alto in basso. All'inizio, forse, manco lui avrebbe immaginato di andare così forte. In più, cosa più unica che rara, praticamente non ha quasi speso soldi. Com'è stato possibile? Grazie a una sapiente campagna di comunicazione è riuscito a conquistare in modo pressoché costante l'attenzione dei media, finendo quasi sempre al centro della scena. E, in questo modo, non ha avuto bisogno di comprare spazi pubblicitari su giornali e televisioni. Ovviamente, come tutti gli altri candidati, ha raccolto fondi, ma la maggior parte li ha spesi per acquistare bandierine, spillette, magliette e i famosi cappellini rossi con lo slogan della sua campagna, "Make America great again" (Facciamo di nuovo grande l'America).

I documenti contabili che Trump, come gli altri candidati, ha dovuto presentare alla Federal Election Commission, parlano chiaro: Trump ha donato alla campagna 12,8 milioni di dollari (oltre 10,8 solo nell'ultimo trimestre del 2015), oltre la metà dei 19 milioni che ha raccolto finora. Una cifra veramente bassa se confrontata, ad esempio, ai 112 milioni raccolti da Hillary Clinton, ma anche rispetto ai 47 raccolti dal senatore texano Ted Cruz, che lo tallona nella corsa per la nomination repubblicana.

Le spese più importanti sostenute da Trump (739mila dollari) sono stati impiegati per i mega raduni svoltisi in ogni angolo del Paese, divenuti il tratto distintivo della corsa di Trump. Al momento mancano ancora spese consistenti per la "macchina elettorale" dei prossimi mesi, in grado di portare avanti il forte entusiasmo che Trump è in grado di smuovere. Sembra strano, per certi versi incomprensibile. Tutto però potrebbe rispondere ad una scelta strategica ben precisa, a cui il miliardario newyorkese avrebbe iniziato a lavorare già due anni fa. A rivelarlo è Politico che in un articolo parla di una riunione del Natale 2013 tra Trump e alcuniesponenti repubblicani di New York che gli chiedevano di candidarsi governatore. A loro Trump disse di avere altri piani, più importanti. Poi spiegò loro come pensava di ottenere il massimo della visibilità senza dover spendere (troppo) in spot elettorali e pubblicità.

"Non si può fare campagna elettorale solo sfruttando i media", fu la replica di uno dei politici seduti al tavolo. "Non sono d'accordo", rispose Trump. "Scenderò in campo e farò impazzire tutti - disse allora - toglierò l'ossigeno a tutti gli altri, so come sfruttare i media in un modo con non toglieranno mai i riflettori da me". A guardare come sono andate le cose in questi ultimi mesi si capisce bene come Trump abbia pianificato tutto, seguendo nei minimi dettagli una precisa strategia.