Trump rimuove le restrizioni sul peso delle testate della Corea del Sud

Resta invariata la massima distanza utile per i missili fissata ad 800 km. La Corea del Sud completa le postazioni THAAD. La posizione della Cina

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimosso le restrizioni sul peso del carico utile delle testate della Corea del Sud, fissate secondo accordo bilaterale a 500 kg. Secondo Moon Sang-gyun, portavoce del Ministro della Difesa di Seul, un carico utile potenzialmente illimitato è necessario per rispondere alle minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord. La decisione è stata assunta dopo il sesto test nucleare di Pyongyang. Durante una conversazione telefonica avvenuta lunedì scorso tra il Presidente americano e la sua controparte sudcoreana Moon Jae-in, Trump ha deciso di rimuovere il limite del carico utile delle testate del Sud per “migliorare le capacità di difesa del paese”. Resta invariata la massima distanza utile per i missili, secondo quanto previsto nell’ultima linea guida aggiornata al 2012 (precedentemente nel 2001), fissata ad 800 km (500 miglia). Trump ha poi dato la sua approvazione concettuale ad una nuova fornitura di armi ed attrezzature militari alla Corea del Sud per un valore di svariati miliardi di dollari.

I missili balistici della Corea del Sud

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di concerto con il Dipartimento di Stato, effettua periodicamente una revisione delle linee guida siglate con Seul per adeguarle al contesto attuale. L’accordo bilaterale firmato nel 1979 tra Stati Uniti e Corea del Sud, forniva le linee guida sul carico utile specifico e sul raggio dei missili sviluppati a livello nazionale (180/300 km per 500 kg). La proiezione missilistica delle Forze Armate della Repubblica di Corea si basa attualmente sui vettori balistici a propellente solido Hyunmoo 2A (300 km) e 2B (500 km) con testata da 500 kg. Entro la fine dell’anno dovrebbe entrare in servizio una nuova versione del sistema Hyunmoo-2C con raggio esteso di 800 km. Con un raggio utile di 800 km, se la Corea del Sud lanciasse i suoi missili dall’isola di Jeju, potrebbe colpire l’intero territorio della Corea del Nord. Nel giugno dello scorso anno, Seul ha testato con successo due missili Hyunmoo-2B in grado di trasportare un carico utile di una tonnellata a 500 km. La versione 2C del sistema Hyunmoo è stata progettata per ospitare una testata più pesante. La Corea del Sud ha anche sviluppato tre versioni del missile da crociera Hyunmoo-3, rispettivamente con raggio di 500 km nella variante A, 1.000 km (B) e 1500 km (C). I missili balistici guidati armati con una testata da una tonnellata, avrebbero una maggiore probabilità di penetrare i bunker corazzati del Nord. Speculazioni, infine, sulle specifiche dei sistemi Hyunmoo-3D/Hyunmoo-4.

La Corea del Sud completa le postazioni THAAD

Il Ministero della Difesa della Corea del Sud comunica che tutti i lanciatori del sistema di difesa missilistico americano THAAD sono stati installati e pienamente operativi. Il campo da golf Lotte Skyhill Country Club, nella contea rurale a sud-est di Seongju, 130 miglia a sud di Seoul, ospita una batteria THAAD, composta da sei lanciatori montati su camion per 48 intercettori, una unità di controllo del tiro e della comunicazione ed il radar AN / TPY-2.

Il THAAD

Nessuno sistema missilistico di difesa assicura una schermatura completa. Sono asset concepiti per ridurre la percentuale dei missili in entrata e per garantire la rappresaglia. Il Kinetic Kill del Terminal High Altitude Area Defense o THAAD, è ritenuto in grado di distruggere un missile balistico a medio e corto raggio grazie all’energia cinetica da impatto. Non è mai stato utilizzato in combattimento: è un sistema semplicemente simbolico dato che Pyongyang potrebbe utilizzare altri asset per colpire la Corea del Sud. Il raggio di intercettazione è di 200 km ad un'altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24. I sistemi THAAD della Lockheed Martin chiudono il cerchio difensivo a protezione dello strato esterno della Corea del Sud, integrandosi ai sistemi Aegis e Patriot già attivi. Il suo raggio di intercettazione è di 120°: un sottomarino, concettualmente, potrebbe lanciare il suo carico da qualsiasi direzione. Per farla breve: radar e lanciatori non possono intercettare una minaccia proveniente da una raggio diverso da quello preimpostato. Dovranno essere nuovamente riposizionati. Se la Corea del Nord lanciasse una manciata di missili convenzionali (sempre dalla direzione sperata), i danni provocati sarebbero accettabili diversamente dalle testate nucleari contro cui il margine di intercettazione, pena conseguenze inaccettabili, dovrebbe raggiungere il 100%. Grado di certezza che non sarà mai possibile raggiungere, tuttavia quando incorporato in un’architettura di difesa, il THAAD incrementa la possibilità di intercettare i missili in entrata (parliamo sempre di una manciata di missili). Per ammorbidire la posizione della Cina, il radar in banda X è posto in modalità di intercettazione terminale.

Il THAAD come l’Aegis Ashore in Europa

Sono dettagli tecnici, sempre meno rilevanti nelle dinamiche politiche internazionali, ma sarebbe opportuno precisare che il THAAD non aumenta esponenzialmente le capacità difensive per contrastare la minaccia missilistica della Corea del Nord. La Corea del Sud dispone di batterie Patriot schierate in maggior numero rispetto agli intercettori Kinetic Kill del THAAD, oltre a nove cacciatorpediniere in turnazione. Ogni singolo intercettore del Terminal High Altitude Area Defense costa mediamente 11 milioni di dollari, rispetto ai 2,5/4 milioni del Patriot. Il reale vantaggio del THAAD è il radar interoperabile AN-TPY-2 e la sua capacità comando e controllo C2 BMC (Battle Management, and Communications System) delle minacce in arrivo per la migliore soluzione di tiro: PAC-3 MSE, PAC-3, PAC-2, THAAD. L’implementazione del sistema in Corea del Sud è quindi legata alle capacità del radar AN-TPY-2, poiché in grado di rilevare, classificare e tracciare i missili balistici diretti contro il Giappone o altri bersagli nel Pacifico. Un’architettura di difesa missilistica avanzata quindi, simile all’Aegis Ashore in Europa.

Come funziona il radar AN-TPY-2

Quando il radar AN-TPY-2 della Raytheon rileva un missile, acquisisce, traccia e discrimina il grado della minaccia. In modalità avanzata, il radar è posizionato a ridosso di un territorio ostile per acquisire i missili balistici nella fase di salita, subito dopo il lancio. Quando l’AN / TPY-2 viene impiegato in modalità terminale (nel caso della Corea del Sud), il radar rileva, acquisisce, traccia e discrimina i missili balistici nella fase di discesa. Mentre nella modalità avanzata, il radar passa le informazioni critiche al Command and Control Battle Management, in quella terminale si attivano direttamente gli intercettori.

Le proteste della Cina

La Cina non teme certamente la capacità di fuoco del THAAD, ne il suo radar AN-TPY-2. Se fosse rivolto verso Pechino, sarebbe in grado di raccogliere dati sulle testate nucleari cinesi, ma soltanto su una piccola porzione del suo territorio. Il governo cinese sembra avere una visione esagerata delle capacità del radar, stimando il suo raggio in oltre 3000 km. Qualora le forze strategiche cinesi lanciassero una attacco di saturazione contro la Corea del Sud, il sistema THAAD non potrebbe fare assolutamente nulla. Considerando che per ogni missile in entrata si lancerebbero due intercettori sui 48/96 disponibili, verrebbero distrutti (ammesso per assurdo che vi sia una percentuale pari al 100% di successo) dai 24 ai 48 missili in fase terminale. Percentuale minima rispetto alle centinaia di testate che Pechino lancerebbe in un attacco nucleare. La Cina ritiene il radar in banda X come in grado di monitorare i lanci strategici cinesi, ma la griglia di rilevamento statunitense è attiva da tempo. Oltre alle diverse costellazioni satellitari, gli Stati Uniti gestiscono radar a lungo raggio in Qatar ed il PAVE PAWS di Taiwan in grado di monitorare ed esaminare i test missilistici della Cina. In Giappone sono attivi due sistemi radar AN-TPY-2 integrati nella griglia Usa: il primo presso il sito di comunicazione Kyogamisaki nella prefettura di Kyoto ed il secondo, Shariki, nella prefettura di Aomori. L'implementazione in Corea del Sud, quindi, non comporta un miglioramento significativo della capacità degli Stati Uniti di controllare i test missilistici cinesi. Il THAAD è concepito per intercettare una manciata di missili in arrivo, non per contrastarne centinaia in fase terminale.

Quel sistema, militarmente irrilevante per Pechino, rappresenta un’incognita politica per la nuova Cina in ascesa e per i suoi confezionati interessi fondamentali, così come sta avvenendo nel contestato Mar Cinese Meridionale. La Corea del Sud è vista come un nuovo attore regionale che non riconosce l’armoniosa espansione della Cina. La prima vittima del THAAD potrebbe essere quell'interdipendenza economica che lega proprio la Corea del Sud alla Cina. Pechino, teme la nuova unità d’intenti regionale culminata nel sistema antimissile condiviso e quel sistema virtuale di sicurezza collettiva.

Cina: "Ecco come annienteremo il THAAD"

Lo scorso marzo, Pechino pubblicò sul tabloid Global Times, prodotto dal quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese un approfondimento sul sistema Terminal High Altitude Area Defense che sorgerà in Corea del Sud. “Una volta che il sistema militare statunitense sarà attivato in Corea del Sud, anche se la soluzione diplomatica resta una priorità, saremo comunque in grado di disabilitarlo. La Cina adotterà le azioni necessarie per tutelare i propri interessi. Le nostre forze missilistiche, una volta entrato in servizio lo scudo THAAD, inseriranno l’area di Seongju tra i bersagli ad alta priorità. Quel radar in banda X in grado di monitorare la nostra capacità di lancio, rappresenta una seria minaccia per la deterrenza nucleare della Cina. Naturalmente, non lanceremo mai un attacco in tempo di pace, ma la Cina ha diverse opzioni per distruggere il sito nel caso scoppiasse una guerra nella penisola coreana. In alcun modo, il sistema THAAD potrà costituire una minaccia per la Cina nel caso in cui scoppiasse un conflitto. Anche in tempo di pace, la Cina potrebbe rendere cieco lo scudo statunitense, siamo assolutamente in grado di farlo. Sarebbe sempre una misura estrema che probabilmente effettueremo con armi ad energia diretta o con mirati attacchi elettronici così da interrompere ogni tipo di tracciamento. La Russia deve affrontare simili minacce dai suoi vicini europei, come la Repubblica Ceca e la Polonia. La Cina può imparare dall'esperienza russa nel contrastare questo tipo di provocazione. Mosca invia regolarmente bombardieri strategici per mostrare agli Stati Uniti l’inefficacia del loro scudo. Russia e Cina dovrebbero lavorare insieme perché entrambe sono minacciate dagli scudi missilistici della Nato e degli Stati Uniti”.

THAAD: "soluzione temporanea"

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, che durante la sua campagna elettorale promise una revisione del programma THAAD, lo scorso giugno sospese l'installazione dei restanti quattro lanciatori (i primi due furono schierati ad aprile) in attesa di una valutazione di impatto ambientale. Nella dichiarazione del Ministero della Difesa della Corea del Sud si legge che “l'implementazione dei quattro lanciatori è provvisoria in attesa di una valutazione di impatto ambientale. La decisione finale del governo è rimandata”.

Commenti

lorenzovan

Gio, 07/09/2017 - 19:48

cavolo...nessun trumpettino bellicoso a ululare di gioia?