L'Isis chiama all'appello i jihadisti tunisini: "Unitevi a noi in Libia"

Un video per convincerli a schierarsi "contro i tiranni", armarsi e partire. Nel filmato anche immagini dell'attacco all'ambasciata iraniana

Ci sono i tunisini, questa volta, nel mirino dei reclutatori del sedicente Stato islamico. È a loro che si rivolge un recente video propagandistico realizzato dalla filiale libica del gruppo guidato da Abu Bakr al-Baghdadi, che porta la firma dei miliziani attivi nella Tripolitania.

Dura poco più di due minuti il filmato pubblicato online dai jihadisti ed è l'ultimo di una serie di "messaggi dei mujahidin" inviati da quello che pomposamente l'Isis chiama il Wilayat Tarablus, ovvero il Mandato di Tripoli. Un invito per i vicini di casa tunisini ad armarsi e partire, a quasi un mese dall'attacco al Museo del Bardo a Tunisi.

Per l'attentato le autorità tunisine hanno accusato la brigata Uqba ibn Nafi, in passato legata ad al-Qaida e ora probabilmente in una zona grigia tra la fedeltà ad al-Zawahiri e una nuova alleanza con gli uomini di al-Baghdadi. "Liberate la Tunisia dai tiranni", chiede l'uomo dell'Isis nel video, invitando i jihadisti a unirsi alle schiere libiche.

L'appello del sedicente Stato islamico è rivolto questa volta a una popolazione che già in passato ha fornito uomini (e non poche) alla causa. Sarebbero almeno tremila i jihadisti che dalla Tunisia sono partiti per raggiungere i miliziani in Siria o in Iraq. Il tentativo sembra essere piuttosto quello di spostare la meta della "emigrazione", dai territori controllati dall'Isis al fronte libico.

Il colpo all'ambasciata

Nel filmato pubblicato oggi c'è anche una sequenza con le immagini dell'attacco all'ambasciata iraniana a Tripoli, avvenuto a fine febbraio. Due auto-bomba saltarono in aria ai cancelli della rappresentanza diplomatica. L'ambasciatore, secondo informazioni emerse allora, non si trovava all'interno del compound. Foto dell'attacco erano già state pubblicate alcune settimane fa.

Commenti

agosvac

Mer, 08/04/2015 - 12:52

La cosa comica, se non fosse alquanto tragica, è che questi delinquenti terroristi chiamano tiranni gli altri. Nel loro miserabile mondo non esiste neanche il minimo concetto di democrazia. Il grande( si fa solo per dire) califfo non è che sia stato eletto o designato da qualcuno, si è solo autoimposto con la forza e chi è contrario a lui viene ucciso senza neanche pensarci un secondo.