Sousse, il killer scattava foto alle vittime con il cellulare

Dalle autopsie si apprende che il terrorista era sotto l'effetto di droga

Seifeddine Rezgui durante i lunghi minuti della strage si è fermato più volte davanti alle sue vittime per scattare alcune foto ai turisti morti. Una sorta di trofeo personale, forse nella speranza di concludere la carneficina e poi riuscire a fuggire.

A riportarlo è il britannico Daily Mail, il quale aggiunge altri particolari al venerdì di terrore in Tunisia. Il terrorista addestrato dall'Isis, infatti, era pieno di droghe nel sangue. Lo ha certificato l'autopsia fatta dalla polizia tunisina sul corpo dello stragista islamico. Una fonte citata dal tabloid ha detto che "l'autopsia prova che il killer avesse fatto uso di droghe, le stesse che l'Isis fornisce ai suoi miliziani che si preparano a compiere attacchi kamikaze".

Il killer "era felice", ha detto una delle persone scampate alla strage. sorrideva mentre colpiva i turisti nei 40-45 minuti di tempo che sarebbe durato il massacro. Minuti sufficienti per ritrarre col telefono i frutti della sua follia islamista.

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 01/07/2015 - 11:00

Ed in questi 45 minuti la polizia che faceva? Era intenta, in posizione genupettorale, ad osannare Allah?

Dodds

Ven, 03/07/2015 - 12:02

La foto del fanatico islamico che cammina sul bagnasciuga con il Kalashnikov in mano, e dietro di lui un folto gruppo di persone che lo guarda, che non interviene, e neppure scappa, è l'immagine di quello che io definisco islam moderato ossia l'islam che guarda compiaciuto una strage di miscredenti, che non scappa perché cosciente di non correre alcun pericolo.