Con la Turchia senza primo ministro ora è in bilico l'accordo sui migranti

Dopo il passo indietro di Davutoğlu, i funzionari temono che qualcosa cambi

Il presidente turco Erdogan a un comizio a Sorgun a fine marzo

Sono in pochi a parlare chiaramente, in dubbio se esporsi su un tema estremamente delicato come il passaggio di consegne che si terrà a breve in Turchia, dove il primo ministro Ahmet Davutoğlu ha annunciato dimissioni risultato di una crescente spaccatura - e forse una scarsa acquiescenza - con il presidente Recep Tayyip Erdoğan, che potrebbe avere ripercussioni importanti anche sui rapporti con l'Europa.

Se Federica Mogherini, dice che è "un po' troppo presto per stabilire se [le dimissioni] avranno implicazioni e nel caso in quale senso", il timore che in una Turchia senza Davutoğlu possa cambiare qualcosa è diffuso e l'Alto rappresentante per la politica estera di Bruxelles chiarisce che il tema "sarà discusso con le autorità turche per decidere come muoversi".

Un funzionario europeo, parlando anonimamente alla Reuters, si espone maggiormente, sostenendo che la notizia del passo indietro di Davutoğlu "è una cattiva notizia", perché il primo ministro si è sempre rivelato più flessibile nel negoziare rispetto al presidente Erdoğan, un punto che peraltro è citato da molti come una delle questioni su cui si è acuito l'attrito tra i due negli ultimi mesi.

Un'altra voce europea rimarca però come l'accordo sia stato siglato con la Turchia e non con il suo primo ministro, convinto che poco cambierà ora che il premierato sarà affidato a un altro uomo. Voci discordanti, in attesa di una nuova nomina, che proprio perché in disaccordo fanno sorgere una domanda: l'accordo terrà?

Una domanda legittima, se è vero che già oggi il presidente Erdoğan ha fatto sapere che non intende cambiare le leggi sul terrorismo per venire incontro all'Unione Europea e ottenere l'eliminazione dei visti per i cittadini turchi. "Noi andiamo per la nostra strada, voi per la vostra", ha messo in chiaro in un discorso televisivo.

Commenti
Ritratto di gianky53

gianky53

Ven, 06/05/2016 - 12:47

L'unica speranza è che l'accordo salti per davvero, così almeno risparmieremo una vagonata di miliardi di euri. Il sultano è solo interessato ai soldi, la politica di apertura o chiusura delle saracinesche dei flussi verso l'Europa se la gestisce a prescindere dai soldi. Questo tiranno va ignorato, isolato, boicottato. Gli unici a poterlo cacciare sono i suoi sudditi.

Una-mattina-mi-...

Ven, 06/05/2016 - 13:24

PER FORTUNA: i ricatti DELLA TURCHIA VI PAREVANO "UN ACCORDO"?

agosvac

Ven, 06/05/2016 - 14:23

L'accordo terrà, anche perché non è un accordo tra Turchia ed Ue, ma tra cruccolandia e Turchia!!!!! Finché la signora merkel ed erdogan fileranno il perfetto amore, tutto andrà bene!!! Ci sono troppi soldini, di quelli veri, in gioco e nessuno dei due li vorrà perdete!!!

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Dobermann

Ven, 06/05/2016 - 15:20

Ci prostriamo ai piedi di una canaglia che ha creato daesh, o almeno ha contribuito, si pappa il petrolio, ammazza i curdi, fa invadere un'Europa inerme e impreparata dai migranti e lo paghiamo pure perché non ci mandi più esodi di poveracci. Una politica normale, anche bassa, farebbe decollare i caccia e lo farebbe carne da macello!

paco51

Ven, 06/05/2016 - 16:05

Puoi andare tranquillamente per la tua!

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cormoranofly

Ven, 06/05/2016 - 16:20

RIPETO: VIA LA TURKIA DALLA NATO!!! NO ALLA TURKIA NELLA U.E.!!! FORZA PUTIN!!!

giovanni PERINCIOLO

Ven, 06/05/2016 - 16:42

"Noi andiamo per la nostra strada, voi per la vostra" Ottimo! Il sultano va preso sul serio e accontentato, fuori subito dalla Nato e soppressione di tutti i visti ai turchi e in Egeo si schieri la flotta e si impedisca l'invasione da lui programmata!