La Turchia stila la lista nera degli aspiranti foreign fighter

La Turchia aumenta i controlli contro gli aspiranti foreign fighter. In Europa arrivano le prime condanne a coloro che si sono arruolati con il Califfato e che sono poi tornati in Patria

Sono oltre 15mila i sospetti foreign fighter a cui la Turchia vieta l’ingresso nel suo territorio per evitare che si uniscano all’Isis in Siria e Iraq. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Tanju Bilgic. Il ruolo della Turchia in Medio Oriente è stato per molto tempo ambiguo, ma ora sembra proprio che stia per arrivare un giro di vite per i foreign fighter che passano per il confine turco. La Turchia, finora, ha espulso dal suo territorio oltre 1.500 sospetti foreign fighter mentre altri 1.200 sono stati rimandati nei Paesi di provenienza dopo i controlli effettuati negli aeroporti dalle unità speciali di analisi dei rischi.

Il ministro Bilgic, però, non ha voluto commentare le indiscrezioni della stampa secondo cui Mohammed Emwazi, alias Jihadi John, il boia dall’accento britannico dell'Isis, sia riuscito, nei giorni scorsi, ad entrare in Turchia dalla Siria.

Nel frattempo, in Europa, la corte di Monaco di Baviera ha condannato a undici anni un 27enne tedesco, Harun P., colpevole di aver preso parte a un’organizzazione terroristica in Siria e di tentato omicidio e concorso in tentato omicidio. L’uomo - che ha preso parte all’assalto alla prigione centrale di Aleppo, costato la vita a cinque prigionieri e due guardie carcerarie - è il primo foreign fighter finito a giudizio per omicidio in Germania dopo essere tornato dalla Siria.

Il tribunale di Vienna, invece, ha condannato un 17enne, simpatizzante dell'Isis, a due anni e mezzo di reclusione, senza condizionale. Lo scorso marzo il giovane era stato arrestato all’aeroporto di Vienna al suo rientro in Austria, dopo essere rimasto gravemente ferito da un ordigno a Raqqa in Siria. Il viennese, che allora aveva appena 16 anni, è stato condannato per essersi arruolato in un gruppo terroristico e per apologia. Per mancanza di prove, il ragazzo - scrive l’agenzia Apa - è stato invece assolto dall’accusa di aver partecipato a combattimenti.

Dall’Isis sarebbe, infatti, stato impegnato come autista di ambulanze nelle zone di combattimento. "Giovani come lei sono a rischio, perchè attirati a queste ideologie. Queste tendenze vanno troncate sul nascere e dobbiamo lanciare un segnale", ha
detto il giudice, pronunciando la sentenza.

Commenti

Renee59

Mer, 15/07/2015 - 20:14

Idioti, li fanno pure rientrare.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 16/07/2015 - 00:08

Non bisognerebbe condannarli ma rispedirli a fare il loro stolto giochino di guerra. HANNO SCELTO DI ANDARE CON GLI ASSASSINI ISLAMICI? BENE, CI STIANO PER SEMPRE. Quelli tornano solo per fare attentati nei nostri paesi.

primair

Gio, 16/07/2015 - 09:20

IN NOME DI ALLAH NON TOCCATELI!! SONO COMBATTENTI E RISORSE EU......

Tuthankamon

Gio, 16/07/2015 - 10:12

Che questa gente torni ... in "patria" (quale??? sono traditori della peggior specie!) e' fuori discussione. In galera non mi pare sufficiente. Guantanamo sarebbe la soluzione. Finita la detenzione tornino dove volevano ... stare! Sono sullo stesso piano dei criminali di guerra nazisti e balcanici!

buri

Gio, 16/07/2015 - 10:44

era ora, basta tolleranza per quelle serpe cresciute in seno che usano il nostro maledetto buonismo per distruggerci