Ucciso il terrorista della strage dell'Università di Garissa

Le forze somale hanno ucciso un commando di terroristi del quale faceva parte Mohamed Mohamud Alì, l'uomo che progettò l'attacco all'Università di Garissa e che guidò gli jihadisti nell'azione

Un soldato del governo sulla scena di un'esplosione provocata da una bomba vicino a Mogadiscio

Continua a sanguinare la Somalia. La lotta nell'ex colonia italiana prosegue senza esclusione di colpi. Mercoledì un commando di Al Shabaab, l'organizzazione islamista legata ad Al Aqaeda, ha assaltato l'hotel Ambassador e durante l'incursione sono morte oltre 15 persone.

Ieri invece sono stati gli jihadisti ha subire una grave perdita. L'esercito somalo, col supporto delle forze statunitensi e le truppe speciali dello Jubaland ha ucciso una colonna di terroristi a Chisimaio, nel sud del Paese. Tra i ribelli che sono caduti sul campo durante lo scontro con le forze governative c'era anche Mohamed Mohamud Alì, l'uomo ritenuto la mente dell'attacco all'università di Garissa oltre che il comandante sul campo della squadra jihadista che nell'aprile del 2015 ha provocato la strage nell'università kenyota. Quattordici mesi fa, nella città universitaria del Kenya un gruppo di miliziani di Al Shabaab è penetrato nel college uccidendo in totale 148 persone e molte delle vittime erano studenti cristiani, ammazzati proprio per la loro religione.

Dopo l'azione militare di ieri, Abdirashid Janan, ministro dello stato del Jubaland, ha così parlato ai giornalisti: ''Sedici uomini armati, quattro dei quali comandanti del gruppo Al Shabaab, incluso Mohamed Mohamud Alì, sono stati uccisi da un commando dell'esercito somalo e dalle forze speciali dello Jubaland''. E altre perdite per gli irregolari qaedisti ci sono state mercoledì a seguito di un'incursione avvenuta con i droni. A renderlo noto Peter Cook, portavoce del Pentagono che alla stampa ha dichiarato che probabilmente durante l'attacco è morto Abdullahi Haji Da'ud, un veterano islamista.