La Us Navy ripristina i missili antinave sui sottomarini Los Angeles

Nel 2033 la flotta d’attacco degli Stati Uniti sarà strutturata su 66 sottomarini: 48 unità classe Virginia, tre Seawolf e quindici Los Angeles 688i

La US Navy ripristinerà la capacità antinave sui sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Los Angeles. La Marina statunitense ha avviato i negoziati con Boeing per “ristrutturare, aggiornare e ricertificare i missili antinave UGM-84 Harpoon ritirati dal servizio nel 1997 da imbarcare sulla classe 688”.

La decisione è stata assunta per contrastare la militarizzazione delle barriere coralline e la rapida espansione militare della Cina nel Pacifico e nell’oceano Indiano. Lo scorso tre agosto, 21 anni dopo essere stato ritirato dal servizio attivo sulla flotta d’attacco statunitense, il sottomarino USS Olympia (SSN-717) della classe Los Angeles ha lanciato con successo un missile antinave Harpoon durante le manovre navali RIMPAC al largo delle coste delle Hawaii.

US Navy: Sottomarini d’attacco classe Los Angeles

I sottomarini d'attacco a propulsione nucleare degli Stati Uniti sono progettati per cercare e distruggere sia le controparti nemiche che le navi di superficie. Sono armati con siluri, missili da crociera Tomahawk, supportano le forze speciali ed effettuano missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR).

Potenti, veloci e pesantemente armati, i sottomarini d'attacco a propulsione nucleare classe Los Angeles (688) sono stati progettati negli anni ’70 su uno scafo a goccia (introdotto per la prima volta nella classe Skipjack) in acciaio HY-80. Sono stati anche gli SSN americani di maggior successo della Guerra Fredda. Proprio in quel periodo il rateo di produzione della classe 688 si attestava sulle 3/5 unità all’anno, ritmo sostenuto fino al 1992. In totale sessantadue sottomarini classe Los Angeles sono stati costruiti tra il 1976 e il 1996. Due dei nove Los Angeles schierati durante la Guerra del Golfo nel 1991 lanciarono missili Tomahawk contro obiettivi nemici. Tutti i dodici sottomarini Los Angeles schierati a supporto dell'operazione Iraqi Freedom nel aprile 2003 lanciarono i propri missili Tomahawk. Oggi ne restano in servizio 36. Il piano di inattivazione si basa su una serie di fattori come le necessità operative o di bilancio e, nel caso dei vettori a propulsione nucleare, la quantità di carburante presente nei reattori.

Lunghi 109,7 metri, larghi dieci, con una velocità massima stimata di 37 nodi ed un dislocamento in immersione di 6.900 tonnellate, i Los Angeles sono il 20% più lunghi ed il 50% più grandi della classe Sturgeon che hanno sostituito. Sono propulsi da un reattore ad acqua pressurizzata della General Electric S6G da 26 MW che alimenta due gruppi di turbine a vapore per 35 mila cavalli di potenza su una singola elica a sette pale. Soltanto i classe 388i sono stati equipaggiati con una propulsione pump-jet. I Los Angeles possono immergersi ad una profondità operativa di 650 piedi. Sono armati con quattro tubi lanciasiluri da 533 millimetri per una capacità massima di 26 sistemi d’arma tra missili Tomahawk, Harpoon e siluri Mark 48. Gli ultimi ventitré sottomarini denominati 688i, sono più silenziosi, incorporano un avanzato sistema di combattimento e sono configurati per le operazioni nell'Artico, con struttura rinforzata per rompere il ghiaccio. I 688i sono stati equipaggiati con dodici celle verticali di lancio pari ad un volume di fuoco di venti missili Tomahawk. Si tratta del medesimo concetto poi esteso alla classe Virgina.

Nel 2033 la flotta d’attacco degli Marina Militare degli Stati Uniti sarà strutturata su 66 sottomarini: 48 unità classe Virginia, tre Seawolf e quindici Los Angeles 688i. Nel 2034 dovrebbe entrare in produzione il primo nuovo sottomarino d’attacco del programma SSN-X. La classe Virginia resterà in servizio almeno fino al 2070.