Us Navy, in servizio il 17esimo sottomarino d'attacco classe Virginia

L’USS South Dakota, attualmente il più avanzato sottomarino d'attacco a propulsione nucleare della US Navy, è la penultima unità della classe Virginia Block III

L’USS South Dakota (SSN 790), diciassettesimo sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della classe Virginia, entrerà in servizio il prossimo due febbraio a Groton, nel Connecticut. E’ quanto comunica la US Navy. I sottomarini d'attacco a propulsione nucleare degli Stati Uniti sono progettati per cercare e distruggere sia le controparti nemiche che le navi di superficie. Sono armati con siluri, missili da crociera Tomahawk, supportano le forze speciali ed effettuano missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR). La classe Virginia dovrebbe essere completata nel 2033.

US Navy: Sottomarini d’attacco classe Virginia

L’USS South Dakota (SSN 790), sarà il diciassettesimo sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della classe Virginia ad entrare in servizio con l’US Navy. Lungo 115 metri, con diametro di dieci ed un equipaggio di 134 marinai, il South Dakota ha un dislocamento di 7.800 tonnellate. E' alimentato da un reattore nucleare S9G da 30 Mw in grado di operare per 33 anni senza rifornimento e che gli conferisce una velocità massima di 25 nodi ad una profondità di 240 metri. E' armato con quattro tubi lanciasiluri da 533 mm e con due Virginia Payload Tubes in grado di ospitare sei Tomahawk ciascuno. Si tratta del primo sottomarino tre le tre unità della Marina statunitense a portare il nome del 40° stato. Gli hunter killer della classe Virginia sono realizzati negli impianti della General Dynamics Electric Boat nel Connecticut ed in Virginia, presso gli stabilimenti della Newport News Shipbuilding. Ogni sottomarino ha un costo di 2,7 miliardi di dollari ed implementa diverse innovazioni che migliorano significativamente le capacità di combattimento in ambienti litoranei ed oceanici, con particolare attenzione alle operazioni di supporto alle forze speciali. La sala siluri è stata progettata con il Lock Out Trunk e può essere riconfigurata per ospitare fino a quattro squadre di Navy Seal completamente equipaggiate. I Virginia implementano un sistema di controllo fly-by-wire per una migliore gestione del battello nelle acque poco profonde. I periscopi tradizionali sono stati sostituiti da fotocamere ad alta risoluzione in bianco e nero ed a raggi infrarossi in cima ai bracci telescopici manovrati da un controller Xbox (nella foto). Per la US Navy, la firma acustica dei Virginia è la medesima dei Seawolf ed inferiore agli Akula. Per ottenere questa firma acustica bassa, la classe Virginia incorpora rivestimenti anecoici di nuova concezione, strutture di coperta isolate ed un nuovo propulsore pump jet. Nel corso degli anni il design della classe Virginia si è rivelato versatile e adattabile con un ampio margine di crescita. Il VCS potrebbe dimostrarsi così capace da posticipare il futuro SSN (X) programmato per il 2034.

US Navy: Sottomarini d’attacco classe Seawolf

La classe Virginia è stata sviluppata negli anni '90 come alternativa più economica alla Seawolf molto più capace, potente, meglio armata e costosa. Le mutevoli esigenze strategiche dopo la fine della Guerra Fredda ed il costo unitario proibitivo portarono la Marina statunitense a progettare un piccolo ed economico sottomarino d'attacco di nuova generazione. Dei 29 Seawolf pianificati poi ridotti a dodici se ne costruirono soltanto tre. Il Programma Seawolf fu ufficialmente cancellato nel 1995. Tutte missioni dei Seawolf sono classificate. Sono anche i sottomarini d'attacco più costosi mai realizzati dall'uomo. Lunghi 108 metri, larghi dodici ed in grado di spingersi ad una profondità massima di 500 metri, i Virginia sono armati con otto tubi lanciasiluri da 660 mm. Per costruire i primi due sottomarini classe Seawolf il Pentagono ha investito sei miliardi di dollari. L’USS Jimmy Carter, ritenuto il sottomarino d’attacco più avanzato e potente al mondo, ha avuto un costo di 3,5 miliardi di dollari (dell’epoca). In soli costi di sviluppo ed acquisizione, il programma Seawolf ha raggiunto gli undici miliardi di dollari. Le capacità di raccolta informazioni e recupero in profondità del Pentagono sono oggi affidate al Submarine Development Squadron Five composto dai sottomarini USS Seawolf (SSN-21), USS Connecticut (SSN-22) ed USS Jimmy Carter (SSN-23). Il sottomarino d'attacco a propulsione nucleare classe Seawolf USS Jimmy Carter (SSN-23), lo scorso settembre è ritornato nel porto di Bangor della Base navale di Kitsap sventolando la bandiera Jolly Roger. Quel simbolo rappresenta il completamento di una missione altamente classificata e ad alto rischio per l'unità e l'equipaggio.

I Seawolf dovrebbero andare in pensione entro il 2038.

La particolari caratteristiche dell’USS South Dakota

L’USS South Dakota (SSN 790), settima unità Block III, ha servito come dimostratore tecnologico per la flotta Virginia. Dovrebbe essere il primo della sua classe ad essere equipaggiato con un nuovo propulsore HMMR (Hybrid Multi-Material Rotor) sviluppato dalla Darpa. Il programma HMMR ha l’obiettivo di migliorare il design ed il processo di produzione delle eliche con l'obiettivo di ridurre il costo, il peso e migliorare le prestazioni acustiche. Le nuove tecnologie saranno poi integrate nei Block V e nei sottomarini classe Columbia.

Sottomarini d'attacco classe Virginia Block III

L’USS South Dakota, attualmente il più avanzato sottomarino d'attacco a propulsione nucleare della Marina Militare degli Stati Uniti, è la settima unità della classe Virginia Block III. Rispetto ai precedenti Virginia, i Block III presentano migliorie sotto il profilo tecnologico ed idrodinamico con il 40% della prua ridisegnata. I sottomarini Block III introducono nuovi tubi di lancio progettati per ridurre i costi ed aumentare la capacità di fuoco. I primi dieci sottomarini classe Virginia del Block I/II dispongono di 12 tubi di lancio verticali (Vertical Launch System) del diametro di 21 pollici. I sottomarini Block III implementano due nuovi grandi tubi di lancio chiamati Virginia Payload Tubes del diametro di 87 pollici ed in grado di ospitare sei Tomahawk ciascuno. I due Multiple All Up Round Canisters (MAC) sono integrati nella prua del sottomarino per un totale di dodici missili da crociera a sottomarino. Così come le altre unità della classe Virginia, l’USS South Dakota è una piattaforma flessibile e multi-missione, progettata per effettuare le sette competenze di base della forza sottomarina statunitense. La costruzione delle otto unità della classe Virginia Block III è iniziata nel 2009 e si concluderà quest'anno.

L’USS North Dakota (SSN-784), l’USS John Warner (SSN-785), l’USS Illinois (SSN-786), l’USS Washington (SSN-787), l’USS Colorado (SSN-788) e l’USS Indiana (SSN-789) risultano in servizio attivo con la US Navy. L’USS Indiana (SSN-789) è entrata in servizio attivo con la US Navy il 29 settembre scorso. L'USS South Dakota (SSN 790) entrerà in servizio il prossimo due febbraio. L’USS Delaware (SSN-791), ottavo ed ultimo sottomarino d’attacco classe Virginia Block III è in costruzione dal settembre del 2013. La cerimonia di varo si è svolta il 17 dicembre scorso. Sarà consegnato alla US Navy entro il prossimo giugno.

Sottomarini d'attacco classe Virginia Block IV

I dieci sottomarini della classe Virginia Block IV sono stati finanziati nel 2014 per un importo complessivo di 17,6 miliardi di dollari.

I dieci sottomarini classe Virginia Block IV sono in produzione: l’USS Vermont (SSN-792), l’USS Oregon (SSN-793), l’USS Montana (SSN-794), l’USS Hyman G. Rickover (SSN-795), l’USS New Jersey (SSN-796), l’USS Iowa (SSN-797), l’USS Massachusetts (SSN-798) e l’USS Idaho (SSN-799). L’USS Vermont (SSN-792) dovrebbe essere consegnato entro il prossimo mese di ottobre. L’USS Arkansas (SSN-800) e l’USS Utah (SSN-801) sono entrati in produzione nel marzo dello scorso anno. I Block IV si concentrano specificatamente sull'affidabilità di tutti i sistemi e sulla riduzione dei periodi di manutenzione previsti.

Sottomarini d'attacco classe Virginia Block V

Quattro dei diciotto sottomarini classe Ohio, (l’USS Ohio, l’USS Michigan, l’USS Florida e l’USS Georgia) sono stati riconvertiti nel 2003 per lanciare missili Tomahawk. Sono equipaggiati con sette lanciatori verticali per missili da crociera convenzionali Tomahawk con una capacità massima di 154 missili ad unità. I circa 600 missili da crociera a bordo dei quattro SSGN rappresentano la metà della capacità missilistica convenzionale sottomarina della Marina degli Stati Uniti. L’altra metà è rappresentata dai sottomarini d’attacco classe Los Angeles, Seawolf e Virginia. Sottomarini, incrociatori e cacciatorpediniere della US Navy hanno una forza di novemila tubi missilistici compatibili con i Tomahawk. I quattro Ohio SSGN andranno in pensione entro il 2028. Per colmare la lacuna la Marina ha già in programma di installare dei lanciatori verticali su venti sottomarini classe Virginia a partire dal 2019. Per la costruzione di Block V la Marina sta progettando di inserire una nuova sezione lunga 25 metri progettata per ospitare ulteriori Virginia Payload Modules. I Block V avranno una capacità di fuoco di 40 Tomahawk (o sistemi di nuova generazione) rispetto ai dodici trasportati dai Block III e IV. Con i Virginia Block V la Marina Usa raggiungerà i limiti della riduzione della firma acustica con un sistema puramente meccanico. Alcune delle tecnologie avanzate potrebbero essere incorporate in una futura versione della classe Virginia come una versione del motore a magneti permanenti che è previsto per gli SSBN dell'Ohio Replacement Program.

Nel 2033 la flotta d’attacco degli Marina Militare degli Stati Uniti sarà strutturata su 66 sottomarini: 48 unità classe Virginia, tre Seawolf e 15 Los Angeles 688i. Nel 2034 dovrebbe entrare in produzione il primo nuovo sottomarino d’attacco del programma SSN-X. La classe Virginia resterà in servizio almeno fino al 2070.

US Navy: Sottomarini d’assalto classe X "Sea Lion"

Ritornano gli Hunter Killer della Guerra Fredda

Il Programma SSN-X è strutturato su trenta sottomarini d’assalto a propulsione nucleare con le stesse dimensioni, velocità e capacita di immersione della classe Seawolf. Probabilmente si intendono le dimensioni dell'USS Jimmy Carter (SSN 23): lunghezza di 138.07 metri rispetto ai 107.6 metri dell'USS Seawolf (SSN 21) e dell'USS Connecticut (SSN 22) ed un dislocamento in immersione di 12353 tonnellate. Per quanto riguarda la profondità stimata si parla di una capacità simile a quelli degli Yasen russi, circa 600 metri ed una velocità massima di 35 nodi. Curiose le caratteristiche della classe X. La Marina, infatti, la descriveva inizialmente come una evoluzione della classe Virginia. Oggi invece sappiamo (siamo sempre nella fase concettuale) che la flotta Sea Lion potrebbe anche cancellare la capacità di lancio verticale conferita dai Virginia Payload Modules a vantaggio dei requisiti Anti Submarine Warfare. I nuovi sottomarini SSN-X saranno infatti equipaggiati con otto tubi lanciasiluri da 660 millimetri (la medesima dotazione dei Seawolf e degli Akula russi). Per la classe X si ipotizza una configurazione d'assalto pesante ASW con una capacità di 62 siluri. Esiste la possibilità che eventuali lanciatori VLS possano essere implementati in futuro per lanciare armi ipersoniche

Si legge nel rapporto del Congressional Research Service pubblicato lo scorso luglio.

“Nel periodo post-Guerra Fredda gli SSN erano ancora considerati cacciatori di sottomarini, ma furono sempre più spesso impiegati per svolgere operazioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e per infiltrare ed esfiltrare le forze speciali. Alla luce del recente cambiamento strategico dall'era post-Guerra Fredda, l'Anti Submarine Warfare (ASW) contro i sottomarini russi e cinesi potrebbe nuovamente diventare la missione più importante per i sottomarini d'attacco della US Navy”.

La nuova classe d’assalto SSN-X è specificatamente concepita per il combattimento contro le unità di superficie ed i sottomarini nemici. Pesantemente armata, la nuova classe sarà considerevolmente più grande e potente dei Virginia. In base alla stima del Congressional Budget Office che ha analizzato il piano di costruzione navale della US Navy dal 2019 al 2048, ogni sottomarino d’assalto dovrebbe costare 5,5 miliardi di dollari. La Marina stima invece una spesa di 3,1 miliardi di dollari ad unità.