Vulcano Fuego provoca decine di morti in Guatemala

Una valanga di fuoco su chi ha tentato la fuga ma è stato colpito dalla lava incandescente

Da oltre un secolo non vi era stata un'eruzione talmente violenta da causare almeno 62 morti ed il ferimento di centinaia di persone in Guatemala.

Il vulcano Fuego, a circa 40 km a sud-ovest dalla capitale Guatemala City, ha eruttato generando una densa colonna di cenere e provocando la caduta di rocce.

La lava ha colpito interi villaggi, uccidendo istantaneamente le persone che in quel momento si trovavano nelle proprie abitazioni. Centinaia di persone sono rimaste ferite e molte mancano ancora all'appello. Il maggior aeroporto del Paese è stato chiuso.

Il Presidente Jimmy Morales ha annunciato tre giorni di lutto nazionale in un discorso alla Nazione dove ha esternato il suo profondo dolore e rammarico per l'irreparabile perdita di vite umane.

Fuego è uno dei più attivi vulcani dell'America Latina. Una grande eruzione venne registrata nel 1974 ma non vi furono vittime. In quella avvenuta lo scorso febbraio, la cenere raggiunse nel cielo un'altezza di 1.7 km.

L'evento accaduto domenica è stato di portata maggiore. Rocce parzialmente fuse sono precipitate dai lati del vulcano, colpendo poi i villaggi. La cenere e la colonna di fumo ha raggiunto un'altezza di oltre 6 km. Si tratta di una delle eruzioni più letali avvenute in Guatemala dal 1902, quando l'eruzione del Vulcano Santa Maria uccise migliaia di persone.

Centinaia di soccorritori tra polizia, Croce Rossa e personale militare hanno gestito l'evacuazione della popolazione e fornito ripari temporanei.

Sergio Cabañas, capo della Conred che si occupa dell'organizzazione in caso di disastri a livello nazionale, ha riferito che la città di El Rodeo è stata sepolta dalla cenere. Altre cittadine colpite risultano essere Alotenango e San Miguel los Lotes.

I soccorritori stanno ancora cercando di raggiungere alcuni villaggi e ci si aspetta che il numero delle vittime salga. Numerosi bambini risultano tra le vittime.

La cenere ha raggiunto anche la capitale, dove il personale militare è tuttora intento a pulire la pista dell'aeroporto La Aurora. Circa 1.7 milioni di persone risultano essere coinvolte nell'evento che ha colpito quattro regioni. Gli ufficiali hanno raccomandato alla popolazione di indossare delle maschere di protezione a causa della cenere che ha reso l'aria irrespirabile.