"Zara discrimina i clienti neri": accuse di razzismo per il colosso dell'abbigliamento

Una tesi che il Center for Popular Democracy sostiene dopo aver intervistato 151 dei 1500 dipendenti di New York

Zara discriminerebbe le persone di colore. Stando a quanto riferisce un articolo del quotidiano britannico The Guardian, i clienti afroamericani verrebbero controllati molto di più degli altri: monitorati, pedinati, guardati a vista all'interno dei negozi. Questa l'accusa dell'organizzazione americana attiva per l'equità e i diritti. Tutto perché è "normalità" in Usa pensare che le persone di colore siano più propense al furto.

Una tesi, quella del comportamento discriminatorio di Zara, che il Center for Popular Democracy sostiene dopo aver intervistato 151 dei 1500 dipendenti di New York. Lo staff dei negozi, afferma il report redatto, individuerebbe regolarmente alcuni clienti come persone da tenere sotto osservazione. Lo farebbe assegnando loro un codice, quello di "special order", pensato per mettere in allarme tempestivamente il personale. Quel codice, però, accusa il CPD, quasi mai verrebbe attribuito a cittadini bianchi. Raramente ai latinos. Sempre o quasi sempre, invece, agli afroamericani. Tra le persone sentite, in realtà, solo il 57% ha risposto alle domande in modo completo. Tra queste, il 46% ha ammesso la discriminazione ai danni dei neri.

Zara, dal canto suo, non ha tardato a intervenire e ad un portavoce ha affidato la sua replica: "Zara Usa rifiuta con forza i risultati del report del Center for Popular Democracy, pubblicati senza alcun tentativo di contattare la nostra società.... Il report raggiunge asserzioni non supportate dai fatti e non rispondenti all'eterogenea forza lavoro di Zara". Questo il comunicato dell'azienda spagnola che, puntualizzando come la metà dei dipendenti sia afroamericana o ispanica, ha anche tenuto a precisare come l'espressione "ordine speciale" si riferisca ad un generico bisogno di sorveglianza e non al controllo di una persona in particolare.

Commenti

Paul Bearer

Gio, 25/06/2015 - 18:19

Mamma mia ma quanto rompono questi neri e i loro protettori.

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giangol

Gio, 25/06/2015 - 21:19

ormai vedono razzismo e discriminazione razziale ovunque. avete rotto!!!!!!

AlfredoMangili

Gio, 25/06/2015 - 21:18

Ma Zara avrà o no il diritto di controllare a campione chi vuole? se poi ai neri etc non fa piacere, ci sono tante altre aziende che vendono prodotti simili, non sono obbligati ad acquistare proprio li. D'altronde la classificazione (discriminazione) ha origine da chi si vuole riferire ad un cliché, omo, lgbt, neri, separati divorziati gender etc. una volta c'erano gli esseri umani.

Linucs

Gio, 25/06/2015 - 21:43

Chi avrà scritto questo report? Un povero nero oppresso oppure l'avvocato Schlatzberg?

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Runasimi

Ven, 26/06/2015 - 01:07

Una volta dicevano che erano i napoletani ad inventarsi i mestieri più assurdi per sbarcare il lunario. OGGI ABBIAMO QUESTI "CENTER FOR POPULAR DEMOCRACY" inventati da qualche furbacchione che si fa finanziare dai soliti allocchi malati di "political correctness". ORMAI IL MONDO È INVASO DA QUESTI IMBROGLIONI CHE VIVONO DI CIANCE.

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do-ut-des

Ven, 26/06/2015 - 07:32

Da noi chissa' perche' controllano di piu' gli zingari. Chissa' perche'. E' discriminazione!?

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Feyerabend

Ven, 26/06/2015 - 07:51

Quando il "politicamente corretto" batte i dati statitici.