Mondonico è già in piedi: «In panchina tra dieci giorni»

Emiliano Mondonico può sollevare un’altra sedia. E tra non molto, una panchina. Nel frattempo ha lasciato il letto dell’ospedale Bolognini di Seriate dove, nove giorni fa, il professor Lorenzo Novellino gli ha asportato dall’addome una massa tumorale di circa cinque chili che, fortunatamente, non ha intaccato alcun organo vitale. A questo punto, prima di esultare per lo scampato pericolo, è necessario attendere l’esito definitivo dell’esame istologico, che dovrebbe essere pronto fra una decina di giorni. I medici, comunque, sono ottimisti: la rimozione della massa pare abbia risolto tutti i problemi.
Prima di lasciare l’ospedale Mondonico, dimagrito e con il viso ancora sofferente, ha incontrato i giornalisti mostrando la grinta e l’ironia di sempre, facendo subito capire che non ha alcuna intenzione di rimanere a lungo in pantofole nel salotto della sua cascina di Rivolta d’Adda. Lo stesso professor Lorenzo Novellino, presente all’incontro, ha confermato che il tecnico potrebbe riprendere il suo lavoro al campo di allenamento di Verdello già martedì prossimo. «È di forte fibra - ha detto il chirurgo - ed è stato un esempio positivo per tutti i pazienti. Credo che sabato 19 febbraio sarà di nuovo in panchina a guidare l’Albinoleffe nella partita casalinga contro il Padova».
Mondonico, di buonumore come è normale quando si lascia un ospedale certi di avere superato un difficile ostacolo, ha ricordato che «alla squadra ho detto che andavo due settimane alle Maldive e qualcuno ci ha creduto. Poi con il presidente abbiamo deciso di rendere pubblica la ragione del mio temporaneo distacco». L’allenatore ha poi spiegato di essere andato in panchina con l’Ascoli, due giorni dopo che gli era stato diagnosticato il male, «perché la partita mi ha permesso di non pensare ad altro». Per finire il «grazie commosso» a tutti coloro, tantissimi, che a vario titolo hanno inviato messaggi affettuosi: «Mi hanno dato la forza di continuare ad esistere. Questa vicenda mi ha fatto capire che nella vita può capitare di trovarsi in mezzo a un incubo, ma che tre giorni dopo puoi essere qui a raccontarlo e riprendere le tue abitudini di sempre».