Mondovì, una città liberale che dà una lezione a Genova

Caro Lussana, leggo l’articolo di Marzia Fossati «...una strada a Enzo Tortora»: l’articolo termina con queste parole «A Mondovì via Enzo Tortora già esiste. A Mondovì, appunto». Mi permetto fare una precisazione e aggiungere qualche nota storica. Ho ricevuto dall’amico onorevole Raffaele Costa un invito dal quale trascrivo quanto segue: «Ti informo che il giorno 17 alle ore 10 la mia città ricorderà la figura di Tortora, indimenticabile presentatore televisivo, arrestato e condannato innocente, esponente liberale prima ed eurodeputato radicale poi, al quale il Comune di Mondovì a ottobre intitolerà ufficialmente una via». Sarà presente anche l’on. Alfredo Biondi.
Genova è sempre stata una grande città, dallo splendido passato, ma dal funesto presente (sinistro governo in regione, comune e provincia): staremo a vedere cosa decideranno per Tortora. Mondovì ha già deciso. Anche Mondovì ha una storia ricca di fatti e personalità: è stata capoluogo di provincia sino alla riforma amministrativa operata dal fascismo. È stata la seconda città del Piemonte fino a metà ’800. Ha avuto una prestigiosa Università fino al ’600 (e da qualche anno vi è una facoltà di ingegneria e di architettura). Soprattutto vi è nato Giovanni Giolitti (che quando divenne Presidente del Consiglio volle mantenere anche la carica di Presidente della Provincia di Cuneo), la cui casa natale resiste nel tempo nell’antica via Cittadella (ora via Giolitti). È sempre stata la custode delle tradizioni liberali (v. l’On. Costa, proprio di Mondovì); quando iniziative come quella di intitolare una via a Enzo Tortora vengono portate avanti in un simile contesto, allora sì che possono essere realizzate. Domattina sarò a Mondovì per questo evento. Auguro al caro Merella di conseguire in Genova lo stesso risultato.
Renzo Di Prima