Il monito del parroco: il sacrificio di Alessandra non deve rimanere vano

È arrivata puntuale alle 15 davanti alla Cattedrale di Pontecorvo la bara con le spoglie di Alessandra Lisi. Il feretro è stato accolto da applausi e portato a spalla dai vigili del fuoco è passato in mezzo a due ali di folla, emozionate. Dolore composto dei familiari. La bara di legno marrone è coperta dalle rose bianche della mamma Angelamaria, del papà Antonio e del fratello Luca. Una corona di gerbere rosse e gialle, con scritto Walter Veltroni, ha preceduto l'ingresso della bara nella Cattedrale.
«Martedì quando hanno iniziato a far vedere le immagini della disgrazia nessuno avrebbe mai pensato che avrebbe potuto coinvolgere la nostra comunità. La nostra Alessandra. Un episodio tragico che guardando la bara con le spoglie della giovane ricercatrice escono dagli occhi solo lacrime e tanto dolore. Ci sono modi diversi per concepire la fine della vita e ci sono modi diversi per concepire la vita stessa e soprattutto per saper comprendere l'attimo fuggente. Alessandra è morta mentre compiva il proprio dovere». Queste le parole del parroco di Pontecorvo.
Il sacerdote, dopo alcuni secondi di silenzio, si è rivolto, con un appello, alle autorità presenti: «È importante che vengano potenziate le strutture per i pendolari e che vengano applicate le massime norme di sicurezza». «Il sacrificio di Alessandra - ha aggiunto - non deve rimanere vano. Più nessuna madre deve piangere. Più nessuna città deve essere listata a lutto. Alessandra ogni volta che tornava a Roma veniva in chiesa ed accendeva una candela. Era fedele, era la nostra Alessandra, quella alla quale tutti volevano bene». La mamma della giovane ricercatrice deceduta a Roma dopo l’incidente tra due convogli della metropolitana, ha voluto che le campane della cattedrale di Pontecorvo suonassero a festa all’uscita del feretro. La mamma della giovane vittima è una donna profondamente credente. La salma della figlia verrà tumulata nel cimitero del paese.
Tra le autorità presenti alla cerimonia anche il sindaco di Roma, che ha voluto manifestare così, ancora una volta, il cordoglio della città per questa morte, dopo averlo fatto personalmente mercoledì scorso andando a trovare la famiglia Lisi. Ieri la capitale ha osservato il lutto cittadino dalle 9 alle 17. I mezzi pubblici, bus, tram e metro hanno viaggiato in città listati a lutto.