«È un monopolio che sa di censura»

«Faremo comunque i nostri programmi, con o senza telecronista allo stadio». Sintetizza così il proprio pensiero Gianni Visnadi direttore di Telenova, network del Nord Italia che ha fatto della qualità dei propri opinionisti televisivi uno dei propri fiori all’occhiello. «Le trasmissioni restano tutte - continua -, anzi ne faremo di più perché aumenta il numero degli appuntamenti».
Non la preoccupa non avere più le immagini del telecronista allo stadio?
«Per quanto riguarda NovaStadio, la forza del programma sta nella spiegazione tecnica che cerchiamo di dare delle partite. La nostra scelta non è quella di avere il personaggio che urla e strilla, quindi avere il telecronista allo stadio o in studio non mi preoccupa. Il problema è un altro».
Cioè?
«Il problema vero è che da quest’anno la Lega non vuole più che noi entriamo negli stadi con le nostre telecamere. Tutte le immagini della partita saranno prodotte dalla Lega, che poi le girerà a chi ne ha comprati i diritti: sono loro che scelgono cosa riprendere. Ora mi chiedo: se c’è uno striscione che contesta un presidente di una società o un consigliere di Lega, è facile pensare che quelle immagini non vengano trasmesse. C’è il pericolo di una limitazione dell’informazione».