Il monopolio nelle Regioni

Con la valanga rossa nelle ultime elezioni amministrative, sono ben diciassette le Regioni governate da giunte di centrosinistra. Questo strapotere regionale si somma a quello di province e comuni disegnando una mappa unicolore del governo territoriale del nostro paese. Vi si contrappone il fronte ridotto di tre Regioni (Lombardia, Veneto e Sicilia) rafforzato - si fa per dire - da sparute isole comunali e provinciali.
Nel nostro paese esiste una macroscopica sproporzione nella struttura del potere che - nella dimensione localistica - premia quasi esclusivamente una parte politica. Questa sproporzione è indice di una capacità indiscussa della sinistra: la conquista del potere.(...) Ma in che modo si conquista e si mantiene a lungo il potere? È proprio vero che esiste un buongoverno delle amministrazioni rosse che premia elezione dopo elezione quella parte politica? (...) Basta trascorrere anche un breve periodo della propria vita in città come Roma o Napoli - vere e proprie roccaforti del potere rosso in Italia - per cominciare a porsi qualche dubbio sulla vivibilità delle città, delle Regioni amministrate dal centrosinistra. E non occorre far appello alle degenerazioni patologiche di alcune realtà locali, come la Campania, o alle connivenze «improprie» tra poteri politici e poteri economici, come è avvenuto di recente tra ds e cooperative rosse con il caso Unipol, per capire che il buongoverno è ormai solo un mito, costruito su una serie di fattori congiunti - storici, ambientali, territoriali - ma ormai privo di fondamento.