Monossido, ancora una vittima: tassista avvelenato nel sonno

Poco più di una settimana fa, il 22 dicembre, era toccato a una 13enne egiziana, trovata morta nella vasca da bagno dallo zio in via Pantelleria, a Milano. Ieri il monossido di carbonio, «il killer silenzioso», come viene chiamato, ha fatto un’altra vittima in provincia di Milano. Si tratta di un uomo, un tassista di 38 anni, Marco Mirabucci, residente in una villetta in via Aprica a Cusano Milanino. Il poveretto è morto nel sonno a causa di esalazioni, mentre la sua ragazza, Rosangela R., di 35 anni e originaria di Curno, è ricoverata in prognosi riservata, anche se non in pericolo di vita, all’ospedale Niguarda.
L’allarme è scattato ieri mattina alle 11 quando il padre di Marco ha chiamato i vigili del fuoco e i carabinieri perché il figlio, con il quale aveva un appuntamento per pranzo, non rispondeva né al telefono né al citofono. Quando i carabinieri sono entrati hanno trovato il cadavere del 38enne sdraiato nel letto; la sua ragazza, in stato di semi incoscienza, era invece riversa sul pavimento.
Sono in corso indagini e accertamenti, ma per il momento l’ipotesi più accreditata è proprio quella di un avvelenamento da monossido di carbonio che si sarebbe sprigionato dalla caldaia (situata al pianterreno) e avrebbe raggiunto la camera da letto al primo piano. Tuttavia, secondo i primi risultati dell’inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni e da quelli della stazione di Cusano Milanino coordinati dalla procura di Monza, la causa della fuga di monossido di carbonio non sarebbe dovuta al malfunzionamento della cappa di aerazione del camino che non presenterebbe alcuna anomalia. La villetta era appena stata ristrutturata e tutti gli impianti di riscaldamento sono risultati perfettamente in regola. Secondo alcune indiscrezioni giunte dall’ambiente investigativo, la fuga di monossido sarebbe da attribuire piuttosto a un difetto di fabbricazione della caldaia.