Montagna cosmopolita

Fabrizio Micheli

Fuori c’è scritto «cucina atipica di montagna». Ed è proprio così. Alle Tre Cime di Rocca di Mezzo, sull’altopiano che porta a Ovindoli, si fa una cucina montanara «diversa», almeno nella scelta. A partire dal nome «dolomitico», una macedonia geografica, con proposte abruzzesi (ovvio) ma anche sarde, venete, friulane e altoatesine.
Il fatto è che Fernando De Marsanich, il patron, oltre a essere innamorato del suo lavoro lo è di tutti i posti dove ha messo radici: la Sardegna, il suo vero amore e dove ha casa, il Nord-Est per origini familiari. Assieme alla pecora bollita e alla ventricina e ad altri piatti di chiaro imprinting locale, ecco quindi i canederli, le sarde in saor, il baccalà mantecato, lo strudel e addirittura la Linzer Torte. A fine pasto, invece del canonico centerbe, il nostro vi consiglierà un casalingo Mirto bianco, in onore della sua amata Sardegna. E poi anche Francia, con tre varianti della zuppa di cipolle. E Piemonte, con il bollito misto (non eccezionale però) in salsa verde. Generosi i primi piatti, in porzioni da doposci, col sugo di castrato e altre varianti robuste. Poi, visto che siamo in montagna, le 4 polente (spuntature e salsiccia, gorgonzola, cervo e quattro formaggi), cucinate alla nordica, cioè ben lavorate per renderle setose. Fra i secondi carne e pesce (in montagna!) in equilibrio. Notazione finale con l’ottimo strudel casalingo, al livello dei migliori altoatesini. Ottimo il vino rosso della casa in caraffa. Sui 20 euro.