Una montagna di rifiuti nei cunicoli romani

Omar Sherif H. Rida

Una discarica abusiva a 15 metri di profondità negli antichi cunicoli sotterranei romani, nella zona dell’Arco di Travertino, tra via Appia e via Tuscolana. A scoprirla, all’alba di ieri, sono stati i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, coadiuvati dal uomini del Comando provinciale Vigili del fuoco-Nucleo Saf (Speleo-Alpino-Fluviale).
Bombole del gas esaurite, sacchetti dell’immondizia avariata, pneumatici, frigoriferi: un’autentica montagna di rifiuti solidi urbani che aveva intasato fino al soffitto le gallerie, lunghe dai dieci ai quindici metri e larghe quattro. Nell’area, interessata inoltre dai lavori di ammodernamento della Linea A della metropolitana (interrotti da tempo proprio in seguito al rinvenimento dei cunicoli), sorgeva una vecchia cava di tufo utilizzata anche, data l’alta umidità, come fungaia. Già nel novembre del ’94 questi sotterranei balzarono agli onori della cronaca perché è qui che vennero effettuate le ricerche, purtroppo senza esito, di Luca Amorese, il 14enne sparito di casa e noto appunto come il «Pelé del Quadraro».
Ieri mattina i militari sono entrati nell’area sotterranea accedendo da un pozzo verticale di via Anzio (profondo venti metri e largo due) e soltanto dopo aver percorso oltre un chilometro hanno trovato l’accesso esterno alla discarica in via Demetriade. All’operazione ha partecipato anche un caposquadra del Saf che già dodici anni fa partecipò alle indagini del piccolo «Pelé». Sul posto è poi intervenuta anche l’Arpa per effettuare dei campionamenti. L’altà densità dei rifiuti ha impedito l’ispezione di tutti i cunicoli (intersecati tra loro), tanto da rendere necessario un nuovo sopralluogo previsto, probabilmente, per martedì prossimo.
«Nel corso dell’ispezione - si legge in un comunicato del Comando dei carabinieri per la tutela dell’Ambiente - sono stati effettuati accertamenti tecnici allo scopo di verificare la natura dei rifiuti. Sulla base di tali esami è stato escluso ogni pericolo di radioattività. L’operazione odierna, interrompendo lo smaltimento illecito, ha evitato gravi danni all’ambiente, poiché l’ulteriore abbandono dei rifiuti nel sottosuolo avrebbe creato un rischio per la salute pubblica, anche considerando come moltissime analoghe gallerie della zona siano utilizzate per la coltivazione di funghi destinati alla vendita».
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, sollecitando l’inizio degli interventi per verificare l’eventuale inquinamento delle falde acquifere sottostanti la discarica abusiva». «Fenomeni come questo - evidenzia Parlati - purtroppo si stanno diffondendo nella nostra regione, come accaduto recentemente in provincia di Rieti, nell’area di Cassino e nella provincia di Latina. Ora addirittura nella Capitale e in una zona non certo periferica. Le Forze dell’Ordine fanno un lavoro sempre eccellente: buona parte della colpa è da imputare al fatto che i reati ambientali non sono ancora considerati penalmente perseguibili».
Secondo l’assessore comunale all’Ambiente, Dario Esposito, «quanto è accaduto nel quartiere Appio Tuscolano è un atto scellerato che rischia di avere effetti sulla salute pubblica e compromettere l’equilibrio ambientale. Dopo la scoperta di questa discarica abusiva non si può più aspettare: il risanamento deve essere immediato. Gli esperti dell’assessorato all’Ambiente, insieme a tutti gli organismi competenti e alla Protezione Civile, stanno valutando la portata del danno in modo da predisporre tempestivamente le operazioni di risanamento delle aree sotterranee». «È clamoroso - sottolinea il capogruppo di An in Campidoglio, Marco Marsilio - che in un quartiere centrale sia stato possibile rinvenire una discarica con una tale quantità di rifiuti, magari scaricati lì con dei camion. Possibile che nessuno abbia visto? Si tratta di un episodio che dà l’idea dell’assoluto abbandono del territorio da parte del Comune».
Sempre in An infine, anche il capogruppo provinciale Piergiorgio Benvenuti, auspica «al più presto un’indagine conoscitiva del territorio di Roma e provincia che possa dar garanzia a tutti i cittadini di vivere in un ambiente che non sia quotidianamente subdolamente inquinato».