Montaguti corre ai ripari

Sarà stata l’eco delle parole pronunciate qualche giorno fa dal presidente Luigi Maria Ribaudo, in occasione dell’inaugurazione dell'anno giudiziario alla procura regionale della Corte dei Conti, il quale rimarcava la dispendiosa gestione del Policlinico Umberto I, fatto sta che il manager del nosocomio universitario Ubaldo Montaguti è corso subito ai ripari varando un provvedimento in economia. Detto fatto. Ecco pronta la «correzione del budget di bilancio», così la chiama: poche righe per risparmiare 2milioni e 600mila euro decidendo di tagliare gli stipendi del personale universitario.
Sotto la mannaia di Montaguti passeranno le buste paga di baroni e semplici impiegati. Infatti l’atto appena licenziato va a decurtare l’indennità della cosiddetta «legge ex De Maria» che equiparerebbe lo stipendio degli universitari a quello dei loro colleghi ospedalieri. Con questa azione l’equiparazione salta in toto visto che non c’è stata neppure alcuna concertazione con le rappresentanze sindacali per recuperarne una porzione. «Riteniamo l’azione gravissima perché viola le norme di legge in quanto l’indennità aggiuntiva tagliata agli universitari fa parte dell’integrazione dovuta per contratto, oltre a essere materia di un diritto acquisito - sostiene il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano -. Infatti nella disposizione della direzione aziendale viene specificato il titolo dell’indennità e l’integrazione da decurtare: 243mila euro ai dirigenti dell’area medica, 749mila ai dirigenti dell’area non medici, 95mila ai dirigenti dell’area tecnica, 37mila ai dipendenti universitari di ruolo tecnico, 768mila a funzionari amministrativi e 759 ai semplici impiegati. Inoltre il metodo di tagliare di netto parte dello stipendio agli universitari porta la loro retribuzione al di sotto della soglia contrattuale rispetto ai colleghi ospedalieri, a meno che non sia un’azione che debba far presagire la destituzione dall’incarico nell’ospedale e il relativo recesso del contratto». Ed è sulla base di questa premessa che il sindacato proclama lo stato di agitazione al Policlinico «allo scopo di approfondire le ragioni che hanno indotto il direttore generale a prendere una tale decisione o se, quest’operazione, è stata dettata da altri soggetti, esterni al Policlinico». Allusioni a parte è chiaro che la manovra correttiva sugli stipendi ha parecchi punti oscuri. È vero che Montaguti farà risparmiare alle casse del nosocomio 2,6 milioni di euro ma è pure vero che al contempo l’azienda spende annualmente circa 10 milioni di euro per incarichi temporanei, ingaggi fiduciari e consulenze. Così almeno appare nel conto economico del 2008, mentre si arrivano a sforare i 15 milioni di euro se si fanno i calcoli fino al 2011. Basti pensare che nel solo 2007 all'Umberto I l’ingaggio di personale non sanitario è costato la bellezza di 2 milioni di euro, solo per l’avvocatura si è speso un milione e 275mila. Allora, altro che risparmio sull’indennità aggiuntiva da versare agli universitari.