Montaldo elimina anche le malattie

L’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, non ha intenzione di tornare indietro sulla delibera che cancella molti obblighi nella medicina scolastica e, anzi, rilancia spiegando perché ha scelto di eliminare l’obbligo del certificato medico per assenze superiori ai cinque giorni. «Trascorso tale periodo dall'esordio della malattia, il bambino non presenta un pericolo di contagio significativo», ha risposto ieri in consiglio regionale a Sandro Biasotti (Per la Liguria) che gli chiedeva di rivedere la delibera della Giunta regionale del 29 dicembre 2006 in materia di sanità scolastica. «L'abolizione dei certificati di vaccinazione per l'ammissione nelle scuole pubbliche è contraria al buon senso e alla sicurezza, anche in presenza di classi multietniche, perché non garantisce che le vaccinazioni siano state fatte nei paesi d'origine. Siamo di fronte ad un provvedimento nato in buona fede per snellire la burocrazia, ma che ha destato preoccupazioni notevoli», ha detto Biasotti.
Anche Alessio Saso (Alleanza Nazionale) ha presentato un'interrogazione sulla presenza del medico all'interno delle scuole: «La questione ha anche una valenza psicologica: il medico è vissuto dalle famiglie come un elemento rassicurante, uno dei pochi momenti di contatto fra i figli e la realtà sanitaria. Tra l'altro alcune malattie che si credevano scomparse sono in fase di recrudescenza». Saso ha poi aggiunto che il provvedimento «è sembrato ai genitori una soluzione estemporanea per tagliare spese». L'assessore alla salute Claudio Montaldo gli ha risposto che «non è stato un provvedimento repentino e non è stato un'iniziativa soltanto della Liguria: ci sono precedenti in altre Regioni, tra cui la Lombardia. In Senato è in discussione un disegno di legge che prevede l'eliminazione del certificato medico dopo i cinque giorni di malattia». Montaldo ricordato che la giunta ha predisposto la vaccinazione gratuita contro l'epatite A per tutti i bambini che viaggiano nei paesi a rischio e che si sta sperimentando un vaccino trivalente che immunizzi dai diversi ceppi dell'epatite.