Montaldo: «Il mio Dostojevskij sconosciuto salva lo Zar da un attentato terroristico»

A 18 anni dal suo ultimo film, l’autore genovese gira con Anna Caprioli, Herlitzka e la Crescentini

da Roma

Dal 14 febbraio la vedremo in Notte prima degli esami oggi e pochi giorni dopo, Carolina Crescentini, ormai ex sconosciuta, inizierà le riprese di San Pietroburgo, nuovo film di Giuliano Montaldo a 18 anni di distanza da Il tempo di uccidere. «È una ragazza che ho visto crescere al Centro sperimentale di Cinematografia e che avevo avuto modo di apprezzare», dice il regista che in questi ultimi anni si è diviso tra impegni istituzionali (la presidenza di Rai Cinema che ora produce il film), e artistici (la regia d'importanti opere liriche).
Il ruolo della Crescentini è poi uno di quelli centrali perché interpreta Anna che da giovane stenografa del grande scrittore Fjodor Dostojevskij ne diventerà anche moglie. Ma San Pietroburgo, tra storia e finzione sulla scorta del volume dedicato a Dostojevskij nel 1985 da Paolo Serbandini (uno degli attuali inviati di Ballarò), non racconta solo della dettatura di giorno de Il giocatore ma anche, e qui entra in scena il lato giallo della vicenda, dell'affannosa ricerca di notte di un gruppo terroristico. Sì perché dopo un attentato a San Pietroburgo nel 1860 che ha provocato la morte di un membro della famiglia imperiale, Dostojevskij incontra un giovane ricoverato in un ospedale psichiatrico che gli confessa di aver fatto parte di un gruppo terroristico da cui si è dissociato ma che sta preparando un nuovo attentato.
«È un film - spiega Montaldo autore anche della sceneggiatura insieme allo stesso Serbandini e a Monica Zappelli - che racconta lo stato d'animo di un uomo, Dostojevskij, con un passato da giovane rivoluzionario e a un passo dal plotone d'esecuzione che si trova ora coinvolto con un gruppo di terroristi, forse uno dei primi nella storia. Ma, come il film vuole dimostrare, con le bombe non si avanti e lo scrittore si troverà a dover sventare le nuove azioni di questo gruppo che aveva nei suoi piani lo sterminio di tutti e trenta i componenti della famiglia dello Zar». Naturalmente un Dostojevskij, interpretato da Miki Manojlovic, che «incarna la sofferenza di chi è stato un rivoluzionario e si trova nel corso della sua vita a fare i conti con il passato», non può non far pensare a personaggi dell'attualità anche italiana. «Ma - si affretta a dire il regista - non abbiamo mai pensato neanche per un secondo a personaggi come Toni Negri o Adriano Sofri. L'aggancio con la realtà riguarda solo la follia dei terroristi».
San Pietroburgo con le musiche di Ennio Morricone e le interpretazioni di Anita Caprioli, Roberto Herlitzka, Filippo Timi, Pamela Villoresi e Patrizia Sacchi, verrà girato in gran parte a Torino con il sostegno della Film Commission guidata da Steve Della Casa e sarà pronto in estate giusto in tempo per il festival di Venezia. Il budget è di sei milioni garantiti dalla produzione di Elda Ferri, da Rai Cinema e dal ministero per i Beni culturali che ne ha stanziati più di due.