«Montaldo non si prenda meriti per l’ambulatorio»


del Quartiere Diamante

Abbiamo notato con piacere che vi siete occupati di noi, ma con disappunto dobbiamo notare che la visione dei fatti proposta è molto unilaterale.
Nell'articolo non si è entrati nella vera realtà dei fatti, ma ci si è fermati ad una visione superficiale e formale delle cose. I1 Presidente del V Municipio, Gianni Crivello, non ha scritto di proprio spunto la lettera ai cittadini, ma è stato fortemente spronato a farlo da noi, i Comitati di Quartiere.
La popolazione è stanca di promesse che non vengono mantenute ed è tempo che il Quartiere abbia i servizi che merita.
E, per la cronaca, per i servizi che abbiamo, dobbiamo essere grati soltanto al Volontariato: Volontari sono i Medici Specialisti. Volontari sono le persone che svolgono il compito di segreteria nel poliambulatorio. Volontari sono stati i Lions che hanno arredato gli Studi. Volontari pagano al Comune l'affitto dei locali. Volontari pagano luce, gas, riscaldamento. Volontari pagano il materiale necessario (garze, medicinali ecc). Volontari pagano la pulizia dei locali e lo smaltimento dei rifiuti.
L'unico aiuto esterno è arrivato dal Comune che dieci anni or sono ha ripristinato i locali.
Difficile quindi è capire come Regione e Asl potrebbero far venir meno «l'apporto finora dato al Poliambulatorio» visto che né Regione né Asl hanno dato il ben che minimo aiuto tangibile. I1 servizio infermieristico, presentato nel vostro articolo come il grande sforzo fatto dalla Asl, rivestirebbe certamente una grande importanza se, come promesso (e mai mantenuto) ormai un anno fa dal governatore Burlando, fosse un servizio giornaliero: un'ora al giorno, non un'ora e mezza due volte a settimana, come in realtà viene svolto. Stando così le cose visto che il controllo della pressione e, più ancora, una qualsiasi terapia iniettoria si pratica per un certo numero di giorni consecutivi e non due volte la settimana, così strutturato, il servizio risulta pressoché inutile.
E comunque anche per questo servizio, si può dire grazie all'intervento economico dei Volontari che hanno comprato le attrezzature necessarie perché il servizio Asl potesse funzionare, e che a tutt'oggi pagano di tasca loro lo smaltimento dei rifiuti prodotti dai sanitari dell'Asl.
Ulteriore dimostrazione della pressoché nulla considerazione in cui Asl e Regione tengono il Poliambulatorio di Begato e gli abitanti che ne vorrebbero usufruire maggiormente, è il fatto che il nuovissimo servizio infermieristico presso l'ospedale Celesia è stato previsto negli stessi orari in cui gli infermieri operano presso il Poliambulatorio di Begato, con conseguente mancato svolgimento (o con orario ridotto) del servizio al Diamante. Invece di dissociarsi dalla lettera di Crivello, assessore e dirigente farebbero molto meglio a tentare di capire quali sono le esigenze del Quartiere.
E venendo direttamente al contenuto della lettera. In essa non è presente alcun invito a cambiare il medico, ma semplicemente un invito ad utilizzare maggiormente le strutture sanitarie del Quartiere affinché queste non chiudano.
Regione e Asl invece di «prendere le distanze» più opportunamente avrebbero dovuto tener fede al1'impegno (mai mantenuto) che lo stesso Governatore Burlando, alla presenza della dottoressa Canini, si era preso, di scrivere ai medici della zona invitandoli a programmare una presenza settimanale presso il Poliambulatorio.
La popolazione chiede solamente di avere un servizio sanitario valido (anche come orario di presenza dei medici di base) come accade a Bolzaneto, a Rivarolo ed in ogni quartiere. È inaccettabile che un intero quartiere sia servito dai medici di base per un totale di 12 ore settimanali.
Quindi la soluzione ottimale è che ogni medico, che abbia pazienti al Diamante, si metta a loro disposizione in Quartiere per almeno una-due ore settimanali. La crisi sanitaria del Diamante sarebbe risolta e i medici non avrebbero alcun costo di gestione del «nuovo» studio visto, come riportato sopra, che le spese di gestione sono totalmente sulle spalle dei Volontari. Se ciò non avverrà a breve è ovvio che la popolazione, già sufficientemente esasperata reagirà e nessuno può escludere anche casi di reazioni scomposte e fuori controllo.
Ritornando in particolare alla lettera scritta da Crivello, su pressione di noi Comitati, in essa non si fa mai richiesta alla popolazione di cambiare medico. In essa si richiama l'importanza della presenza in Quartiere della Farmacia e del Poliambulatorio; esattamente: «L'invito che ivi rivolgo è quello di considerare questa attività come un valore irrinunciabile per il vostro territorio e per non perderli è fondamentale che ne usufruiate maggiormente. Per una maggiore tranquillità sanitaria e per la crescita del quartiere stesso è opportuno che gli abitanti utilizzino al massimo il poliambulatorio». Dove è l'invito a cambiare medico? Alla lettera è allegato un foglio recante gli orari dei singoli medici di base, l'elenco delle Specialità presenti all'interno del poliambulatorio. L'orario del Servizio infermieristico, l'orario della farmacia, il modello da compilare per la scelta del medico di base. Esattamente le stesse cose che si possono trovare (quando si trovano!) presso un qualsiasi sportello Asl.
Non è formulata alcuna richiesta di sostituzione del medico e tanto meno viene messa in discussione la libertà del singolo di rivolgersi al medico che ritiene più valido. I Comitati quindi si attendono che anziché dissociarsi si provveda a dare una mano costruttiva a completare un servizio sanitario gravemente carente. Per chiarezza e per dovuta correttezza di cronaca Vi preghiamo di pubblicare queste nostre precisazioni in maniera integrale, possibilmente affiancate alla lettera di Crivello e al foglio descrittivo delle attività.
In questo modo si elimina ogni possibilità di polemica.
Certi della correttezza de i1 Giornale, porgiamo cordiali saluti.

Rispondiamo, per prima cosa, alla domanda dov’è l’invito a cambiare medico. L’invito è esattamente nel secondo foglio della comunicazione inviata agli abitanti laddove c’è scritto - per chiarezza e dovuta correttezza, per usare le parole del comitato - che «per agevolare coloro che avrebbero difficoltà a recarsi presso gli uffici della Asl, i volontari del quartiere sono disponibili a portare alla Asl le deleghe necessarie per il cambio del medico della mutua». Tale frase era preceduta anche dai nomi dei medici che lavorano nell’ambulatorio. Quindi qui cascano... i comitati. Che, a detta dello stesso Crivello hanno allegato al foglio scritto dal presidente il secondo con il modulo per le deleghe «senza che io lo sapessi». Fin qui la correttezza. Per il resto, le dichiarazioni dell’assessore Claudio Montaldo e del direttore generale della Asl 3 Renata Canini, sono appunto loro dichiarazioni e come tali vanno riportate - per chiarezza e dovuta correttezza - sul giornale.
Resta da parte nostra il plauso per i volontari che tanto si sono adoperati per il servizio medico nel quartiere.
Monica Bottino