Montaldo promette soldi ai malati, ma non fa la legge

(...) in possesso di una lettera - non protocollata e senza data - in cui Montaldo si rivolge direttamente ai malati spiegando che «alla fine dello scorso anno la Regione Liguria è stata costretta a revocare la disposizione che consentiva la distribuzione gratuita dei cibi aproteici per le persone affette da nefropatia e i farmaci di fascia C per coloro che soffrono di malattie rare». La lettera prosegue con le scuse dell’assessore ai malati e alla loro famiglie «pur essendo una decisione non dipendente dalla nostra volontà, ma da un’imposizione degli Uffici ministeriali». Ecco la stoccata al governo in carica. Come dire: colpa di Berlusconi se vi tocca pagarvi medicine e cibi speciali. Peccato che non sia vero. «È un fatto gravissimo che la Regione usi un modo subdolo di fare campagna denigratoria contro il governo - spiega il consigliere regionale Nicola Abbundo - oltretutto si tratta di falsità». Abbundo spiega che l’elenco delle «bucce di banana» su cui è scivolato Montaldo in questa operazione è lunghissimo. «La mail ai vari direttori di dipartimento è stata inviata dall’agenzia sanitaria regionale che dovrebbe occuparsi di problemi di carattere clinico ed epidemiologico, e non di questo. Al contrario, per simili comunicazioni esiste lo staff dell’assessorato. Punto secondo: Montaldo ha unito in un minestrone malattie rare e nefropatie, mentre le prime sono oggetto di un protocollo ministeriale che la Regione può solo applicare, mentre il rimborso dei cibi aproteici ai nefropatici era stato deciso dalla Giunta Biasotti nel 2000 quando il bilancio della sanità ligure lo consentiva. Terzo: a bloccare l’erogazione di rimborsi ai nefropatici fu il governo Prodi e la ministra Livia Turco che nel 2006, con governatore Burlando, chiese alla Regione di verificare se in quel comparto non si potessero fare tagli, visto che il bilancio sanitario ligure faceva acqua da tutte le parti».
Ma c’è di più. Nella missiva Montaldo dice anche che è pronto a risolvere la questione grazie a un progetto speciale che consentirebbe ai pazienti con un certo reddito (fino a 40mila euro) un rimborso totale o parziale di farmaci e cibi (e anche qui la commistione tra i due tipi di assistenza non è corretta).
Peccato che per avere il rimborso da parte della Regione, tramite i Comuni attraverso i distretti, serva un progetto. I pazienti, inoltre, devono consegnare la documentazione di quanto hanno speso entro il 30 aprile. Ieri. Data in cui doveva essere pronto il progetto in questione che stabiliva criteri e possibilità di suddivisione dei fondi resi disponibili dalla Regione. «Ma il progetto non è stato fatto, non esiste - tuona Abbundo - e quindi Comuni e distretti non sanno quali domande accogliere e la data di presentazione delle richieste è scaduta ieri». Insomma un pasticcio. Dentro il quale Abbundo e il collega Matteo Marcenaro, firmatari di un’interrogazione con risposta immediata vorrebbero veder chiaro. «Vogliamo sapere - dicono -se Burlando non ritenga grave che siano stati coinvolti i direttori di distretto sociosanitario in un’operazione meramente politica a fini probabilmente elettorali»