«Montalto, Carai deve dimettersi»

Si fa ancora attendere la replica di Salvatore Carai, sindaco di Montalto di Castro, al centro di numerose polemiche per i finanziamenti della difesa dei presunti stupratori di una minore di Tarquinia. Rientrato da qualche giorno dall’estero, non ha ancora convocato incontri ufficiali per chiarire la vicenda. A cercare di «accelerare» il sindaco sulla via delle spiegazioni ci hanno pensato i consiglieri dell’opposizione, con una «richiesta urgente di convocazione del consiglio comunale», protocollata ieri al comune. La richiesta della seduta straordinaria, firmata da tutti i consiglieri di Forza Italia e di Allenza nazionale, chiede che venga messo all’ordine del giorno un unico punto: la richiesta di dimissioni del sindaco.
Nella mozione si prende atto come le due determine (emanate «sotto forma di prestito a famiglie in situazione di grave disagio economico») sono state emesse «senza che né il consiglio comunale, né la giunta né la Commissione bisognosi siano state coinvolte». I consiglieri denunciano il conflitto d’interessi di tali determine, queste infatti «vedono tra i loro beneficiari un parente del sindaco e un parente di un componente della giunta». La mozione, inoltre, attacca l’amministratore sul fatto che, nonostante gli atti siano stati emanati per venire incontro a presunti stati di grave indigenza delle famiglie coinvolte, «non è stato richiesto nessun certificato Isee né altra documentazione comprovante il grave stato di indigenza». Nella mozione si considerano poi tutti i danni relativi all’iniziativa del sindaco Carai: dall’uso improprio di fondi pubblici, al grave danno all’immagine del paese. Segue, nella mozione, il lungo elenco di interrogazioni parlamentari e prese di posizione di politici, di tutti gli schieramenti, che chiedono le dimissioni del sindaco di Montalto.
No al «processo anticipato a carico dei minori indagati, svolto in questi giorni attraverso i mezzi d’informazione», scrivono i legali di alcuni dei ragazzi. «I processi - aggiungono - si celebrano nelle aule di giustizia e non sulle pagine dei giornali. L’eventuale responsabilità degli indagati dovrà essere accertata solo con lo svolgimento di un processo».
Intanto per giovedì è previsto un presidio sotto il comune, organizzato da Forza Nuova e Alternativa Sociale: «Chiediamo le dimissioni del sindaco per la scelta, fortemente offensiva verso tutte le donne, di sostenere dei presunti stupratori», afferma Danila Annesi di Forza Nuova. Critiche anche per l’opposizione: «È inaccettibile l’affermazione che il paese è solidale con i ragazzi e che il danno del sindaco sia stato quello di far venire a galla questa ignobile vicenda all’opinione pubblica».