Montano: "Questo non è un reality"

"Sono pronto a difendere il titolo: degli ultimi 4 anni ne ho fatti tre bene e uno male, ma per tutti è contato solo quello". Magnini all'isola dei Famosi: "Lui ha coraggio e, magari, i fatti gli daranno ragione"

Pechino - Caro Montano, quasi 30 anni, una bella fidanzata e un titolo olimpico della sciabola da difendere, è pronto?
«Pronto per tutto: emozionato al punto giusto, in peso al punto giusto, domani la pedana dirà il resto».

Pronto per tutto? Dunque sposa Antonella Mossetti, magari comincia a lavorare?

«Piano con il matrimonio, qui c’è la mia famiglia ed anche la mia compagna. Ma non intendevo quello. Invece è vero che il giorno dopo la gara deciderò sul futuro. Provare a vedere cosa c’è intorno: per sopravvivere. Sarebbe ora di cominciare a lavorare. Però non sono così vecchio per lasciare la scherma. Vedo come me la caverò, poi deciderò: resto, lascio, continuo per hobby».

Le fa effetto venire a difendere il suo titolo in Cina?
«Mi fa effetto l’Olimpiade. Per ogni sportivo resta l’evento più atteso. Servono determinazione, voglia, grinta, tranquillità. Quattro anni fa tranquillità e serenità mi portarono avanti».

L’idea di boicottare i Giochi?
«Tutto strumentalizzato. I cinesi si sono impegnati tanto. I problemi politici, il Tibet, ci sono da anni. Non sono nati tre mesi fa. Problemi del Cio che ha scelto. Per noi andare Roma, Stoccolma o Pechino è lo stesso, basta gareggiare. E dire ad uno sportivo di boicottare è un po’ troppo. Prima boicottino politica ed economia, poi forse si potrà chiedere allo sport».

Voi avete problemi di doping: il caos Baldini pesa?

«Ha portato tensione, cose mai sentite. Brutto. Meglio voltar pagina, pensare alle medaglie che l’Italia si attende da noi».

E quell’idea del complotto?
«Non credo ai complotti. E non ci voglio credere. Questa storia è un errore che tutto l’ambiente paga».

Ora dovrete bere da bottigliette sigillate...
«Ho sempre bevuto da bottiglie sigillate. È solo un brutto momento, e a tutti piace ricamarci. Pensiamo a vincere».

Per vincere servono scaramanzie e affini?
«No, ma ti danno tranquillità. Ti aggrappi a tutto: anelli, braccialetti. Te li porti dietro. Io ho anche il mio calzino, che non posso mettere per storie di marchi».

Tiri le somme di questi 4 anni da campione olimpico...
«Ho lavorato, pur se sono state spese tante parole cattive. Ho fatto male una stagione e tre bene. Talvolta ho sbagliato, ma questi anni sono contati per quello che ho fatto anche oltre alla scherma».

E adesso la copiano: Magnini va all’Isola dei famosi...
«È stato coraggioso. Anch’io ho avuto una proposta, per la Talpa, ma non l’ho fatto. Rischi di deconcentrarti, di pensare ad altro, ti mette preoccupazione. Non avrei firmato prima dei Giochi. Lui ha coraggio e, magari, i fatti gli daranno ragione».

Montano, in due parole: come sta?

«Ieri ho fatto un allenamento disastroso contro un brasiliano e un venezuelano. Ero a terra, ho telefonato a mio padre. E lui mi ha consolato così: al mondiale del ’73 io presi stoccate dal mio maestro di 80 anni. A te è andata meglio».
Nel 1973 poi Mario Aldo Montano, papà di Aldo, vinse il titolo mondiale.