Il Monte dei Paschi frana in Piazza Affari

da Milano

La Borsa boccia duramente il Monte dei Paschi e l’acquisizione della banca Antonveneta, facendo crollare il titolo del 10,5%. Mentre l’operazione ha invece ricevuto i «complimenti» della politica e pure quelli della finanza concorrente. L’acquisizione è «positiva», ha detto il premier Romano Prodi: «La creazione del terzo gruppo bancario italiano è certamente da vedere con occhio positivo. Su altri aspetti non ho visto i documenti, non mi pronuncio». Un giudizio sostanzialmente condiviso anche da molte voci dell’opposizione. E dall’ad di Unicredit Alessandro Profumo: «È una bella operazione».
Ma non dal mercato, che ha venduto a mani basse il titolo Mps causando la sospensione per eccesso di ribasso. Fino alla chiusura a 3,73 euro per azione, il 10,5% in meno di giovedì, pari a un miliardo di capitalizzazione bruciato in una sola seduta. Una situazione che ha spinto il gruppo assicurativo francese Axa, già partner di Mps nel bancassurance, a uscire allo scoperto con una quota del 2,05% nel capitale di Mps. Una partecipazione strategica che «rafforza le relazioni tra i due gruppi - dice Axa - e testimonia l’appoggio di Axa nel progetto di acquisizione di Antonveneta». Per questo la compagnia transalpina ha ieri annunciato che l’accordo di bancassurance verrà esteso anche agli sportelli di Antonveneta. Inoltre, con il suo 2%, la compagnia parteciperà all’aumento di capitale e al finanziamento in debito. In proposito si è ieri saputo che i 9 miliardi necessari per rilevare Antonveneta dal Banco di Santander verranno raccolti con un aumento di capitale da 5 miliardi, l’emissione di obbligazioni da 1 fino a 1,5 miliardi e da 2,2-2,4 miliardi ricavati da cessioni di sportelli (100-150 considerati in eccesso sui 3.100 finali del nuovo gruppo), di due terzi dalle masse gestite e del 51% degli asset immobiliari. Axa, oltre a sottoscrivere l’aumento, parteciperà per 500 milioni alla sottoscrizione del bond.
Quello che il mercato non ha gradito è comunque il prezzo pagato. Quei 9 miliardi considerati troppi (Antonveneta è pagata quasi 30 volte gli utili, contro valutazioni di un terzo inferiori) e un’operazione di finanziamento valutata diluitiva per gli azionisti. Inoltre l’entità della ricapitalizzazione, pari al 40% del valore attuale della banca, è considerata troppo elevata. Diversi analisti hanno abbassato il prezzo obiettivo da oltre 5 verso i 4 euro per azione. E dubbi sono stati sollevati sulla reale possibilità di Antonveneta di centrare gli obiettivi reddituali individuati dal presidente della banca, Giuseppe Mussari.
Il quale, però, non ha fatto una piega. «È una bella partita, la vinceremo e trarremo tutto il valore per cui abbiamo pagato», ha detto Mussari intercettato dai cronisti a Milano. Mussari ha quindi ribadito che Antonveneta «non è troppo cara» e in merito all’aumento di capitale da 4,5 miliardi, Mussari - che ha deciso di iniziare un tour europeo per spiegare l’operazione - ha spiegato di «non essere preoccupato» sul suo esito. «Siamo convinti di farcela». E in ogni caso il presidente non si tira indietro: «Antonveneta ha passato anni difficili e ora ha trovato una casa sicura. Poi ci misureremo con i numeri, se ce la facciamo restiamo, se non ce la facciamo torniamo a casa».