Monte dei Paschi: torna Gnutti i fondi si oppongono

La Fondazione lascia l’aula e riduce il quorum dell’assemblea che riammette il finanziere in Cda. Mussari: «Con Bnl partita chiusa»

Massimo Restelli

da Milano

I fondi internazionali hanno provato a opporsi ma la Fondazione di Giuseppe Mussari continuerà ad avere Emilio Gnutti come compagno di viaggio nel Monte Paschi di Siena. A stabilirlo è stato ieri l’assemblea dei soci che, pur nel prevedibile imbarazzo per l’evolversi dell’inchiesta Unipol (di cui Siena è socia attraverso la holding Finsoe), ha riammesso nel consiglio il finanziere bresciano che la Procura di Milano aveva interdetto dai propri incarichi per l’inchiesta Antonveneta.
Un’assise lampo, un solo intervento favorevole e uno contrario a Gnutti, dove Mussari ha ribadito come l’eventuale matrimonio con Via Veneto appartenesse al passato. «L’ho già detto qui due anni fa, Bnl è un’operazione chiusa e non si riaprirà mai più», ha esordito il presidente dell’Ente che ha scelto l’isolamento per Rocca Salimbeni.
Il mercato scommette che, viste le difficoltà di Giovanni Consorte, Mps (meno 1,87% in Piazza Affari), Popolare Vicenza o Popolare Emilia Romagna affianchino la compagnia bolognese nell’Opa su Bnl. «Abbiamo dimostrato che le scelte le facciamo qui in base alla convenienza degli azionisti e della banca. Da questo parametro non ci si sposta», ha proseguito Mussari con un’evidente allusione alla regia di Bankitalia e alle parole di alcuni esponenti Ds che hanno lasciato presumere come il pallino sia a Roma. Da qui alla difesa del direttore generale Emilio Tonini per il discusso acquisto di azioni privilegiate Unipol il passo è breve. Quindi la votazione per riammettere Gnutti nel board: alcuni fondi pensione e Sicav Usa, tra cui quelli di Morgan Stanley e Merrill Lynch, hanno votato contro (il peso azionario è 0,9% ma i nomi occupano oltre tre pagine di verbale).
A tendere la mano al presidente di Hopa, seppur involontariamente, è stata però la Fondazione. Così come nel 2003, quando Gnutti era stato sospeso per insider trading, l’Ente ha infatti lasciato l’assemblea per non interferire ulteriormente su un vertice dove esprime otto consiglieri. La scelta di Mussari (cui fa capo il 49% di Mps) è la migliore rispetto alla legge ma l’effetto è stato ridurre il quorum in aula, dove è rimasto, astenendendosi, il legale di Hopa.
Come ricordato dal presidente Pier Luigi Fabrizi, il Cda doveva comunque essere completato (magari con una cooptazione) e tornerà a riunirsi il 22 dicembre. Difficile però prevedere se Gnutti, viste le attuali condizioni di salute, sarà presente. Senza considerare i timori che la stessa Hopa, dopo la stretta delle banche, decida di avviarsi verso la liquidazione volontaria.