Il Monte San Giorgio patrimonio dell'umanità

Il versante italiano del Monte, a cavallo tra Lombardia e Canton Ticino, ha ottenuto il sigillo Unesco per le migliaia di fossili di rettili, pesci e invertebrati marini, alcuni vecchi anche di 242 milioni di anni, ritrovati nell'ultimo secolo. Sale così a 7 il numero dei siti Unesco in Lombardia

Il versante italiano del Monte San Giorgio, a cavallo tra Lombardia e Canton Ticino, patrimonio dell'umanità. Merito di migliaia di preziosissimi fossili di rettili, pesci e invertebrati marini, alcuni vecchi anche di 242 milioni di anni e appartenenti a specie rare o addirittura esclusive della zona. Il versante svizzero del Monte era stato aggiunto alla lista nel 2003, mentre la parte italiana è stata candidata quest'anno su richiesta dei comuni del comprensorio tra Clivio, Saltrio, Besano, Porto Ceresio e Viggi. Per l'Italia si tratta del terzo sito naturale, inserito nella lista, dopo le Isole Eolie e le Dolomiti e del 54esimo nella lista generale.
Il complesso del Monte San Giorgio raggruppa diverse cime - Monte San Giorgio, Monte Pravello o Poncione di Arzo e Monte Orsa 998 - e si staglia come una estesa piramide rocciosa sulla riva meridionale del Lago di Lugano fra il ramo di Porto Ceresio (provincia di Varese) e Capolago (Svizzera). L'estensione italiana del sito Unesco comprende i comuni Besano, Clivio, Porto Ceresio, Saltrio e Viggi, per una superficie di oltre duemila ettari, mentre l'intera area, che include anche i Comuni svizzeri di Meride, Riva San Vitale, Brusino Arsizio, Besazio, Mendrisio, Ligornetto e Stabio, supera invece i 44 chilometri quadrati.
I fossili, scavati per la prima volta nel 1863 dall'abate Antonio Stoppani, risalgono al Triassico medio (230-242 milioni di anni fa), sono depositati in sei livelli sovrapposti e sono stati ritrovati in un ottimo stato di conservazione, dovuto sembra anche alla bassa concentrazione di ossigeno sui fondali marini. Finora sono stati trovati 21mila esemplari, fra cui 30 specie di rettili, 80 specie di pesci, circa 100 specie di invertebrati, numerosi microfossili e piante, esposti nei musei di Besano e di Meride. Altri esemplari sono nei musei di Milano, Zurigo e Lugano.
Il riconoscimento, assegnato dall'Unesco per «l'alto valore di reperti paleontologici presenti nel sito fossilifero» fa così salire a sette il numero dei siti che in Lombardia vantano il sigillo Unesco, da Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Vinciano al villaggio operaio di Crespi D'Adda (Bergamo), dall'arte rupestre della Valle Camonica (Brescia) a Mantova e Sabbioneta (Mantova), dai Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia (Varese e Como) alla Ferrovia Retica nel paesaggio dell'Albula e del Bernina (Sondrio).