Montecarlo, la casa di An vale 1,6 milioni di euro

Lunedì la Destra depositerà in Procura la perizia sull’appartamento
fatta da un noto studio di architettura monegasco. La stima degli esperti
non lascia dubbi: vendendo a 300mila euro, An ha incassato meno di un
quinto di quanto poteva

Montecarlo - Trecentomila euro? Non scherziamo. Ok, il prezzo giusto dell’appartamento monegasco ereditato da An e rivenduto nel 2008 a una società off-shore è di un milione e seicentomila euro. Una cifra oltre cinque volte superiore rispetto a quella sborsata dalla caraibica Printemps Ltd al partito presieduto da Gianfranco Fini. A stabilirla è una consulenza tecnica stilata da un noto studio di architettura e progettazione del Principato di Monaco al quale si sono rivolti Marco Di Andrea e Roberto Buonasorte, i due esponenti della Destra di Storace che sulla scia dell’inchiesta del Giornale avevano presentato una denuncia alla procura di Roma impegnata oggi a indagare per truffa aggravata sulla (s)vendita dell’immobile donato dalla contessa Anna Maria Colleoni. Lunedì mattina la perizia verrà formalmente consegnata a piazzale Clodio insieme a un supplemento di denuncia di 85 pagine, dunque ben più consistente del primo esposto basato sulle iniziali rivelazioni di questo quotidiano in merito alla rocambolesca vicenda dell’appartamento al 14 di Boulevarde Princess Charlotte attualmente abitato dal signor Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera.
Stando a quanto riscontrato dai professionisti monegaschi, dunque, il prezzo di vendita iscritto a rogito l’11 luglio del 2008 è da considerarsi tutt’altro che congruo, assolutamente non in linea con le stime di mercato di quel periodo sciorinate il 23 settembre scorso dalle tredici maggiori agenzie immobiliari di Montecarlo, decisamente poco vantaggioso anche rispetto alla valutazione avvenuta otto anni prima (450 milioni di lire) e sbandierata da Fini e compagni per giustificare l’operazione a perdere. Lo studio d’architettura fa presente che il mercato immobiliare, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni (fra l’8 e il 10 per cento) è ancora in espansione lungo l’intera Costa Azzurra. A cominciare proprio dal Principato, dove da sempre il listino prezzi, da immobile a immobile, oscilla paurosamente sfiorando picchi da 25/30mila euro al metro quadrato. Di Andrea e Buonasorte, contattati dal Giornale, confermano le prime indiscrezioni: «Effettivamente la complessa perizia elaborata da uno studio di Montecarlo e rapportata ai dati catastali e alle stime del luglio 2008, è pronta. La depositeremo lunedì al magistrato competente allegandola a una memoria con le numerose anomalie che a nostro avviso debbono essere portate a conoscenza del pubblico ministero prima dell’arrivo dell’ulteriore documentazione richiesta per rogatoria alle autorità monegasche». L’iniziativa degli esponenti della Destra, fortemente caldeggiata dal segretario Francesco Storace, rischia però di essere dichiarata inammissibile a palazzo di giustizia. «Avevamo comunque la necessità di avere una risposta documentata e completa sulla vendita della casa - concludono i due esponenti della Destra - e adesso abbiamo la ragionevole certezza che anche a ragionare per difetto l’immobile è stato venduto ben al di sotto del valore dell’epoca». L’inchiesta del Giornale è arrivata alle stesse conclusioni della perizia riportando, giorno dopo giorno, i dati della Camera Immobiliare di Monaco; il racconto dell’agente Filippo Apolloni Ghetti («nel 2002 la casa valeva 1,3 milioni di euro, e Fini mi disse che i suoi gli avevano parlato di 800mila euro»); le richieste avanzate per conto terzi dai senatori di An Giorgio Bornacin e Francesco Caruso («750mila euro nel 2002»); le proposte dei vicini che per anni hanno inutilmente contattato via della Scrofa per sapere se finalmente il partito s’era deciso ad alienare l’immobile. Sapete com’è finita: la casa del partito è stata svenduta alla Printemps di Santa Lucia per 300mila euro. Se ha ragione la perizia tecnica commissionata da Storace allora il misterioso compratore segnalato dal cognato di Fini avrà ufficialmente la riprova d’aver risparmiato un milione e 300mila euro.
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it