Montecarlo, Fini al Giornale: "Delirio diffamatorio" Feltri: "Confermiamo, domani contratti e firme"

Il portavoce del presidente della
Camera smentisce il <em>Giornale</em>: &quot;E' l'ennesima dimostrazione di un delirio diffamatorio che ha
portato Feltri ad abdicare ai doveri minimi del giornalista&quot;. Il direttore: &quot;Domani pubblicheremo tutte le carte e le firme dei testimoni&quot;. Farfuturo: &quot;E' una campagan contro l'ex leader di An&quot;

Roma - "Quanto pubblicato oggi dal Giornale è l'ennesima dimostrazione di un delirio diffamatorio che ha portato Feltri ad abdicare ai doveri minimi del giornalista". E' quanto dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini, smentendo il nostro scoop in cui si racconta come il presidente della Camera abbiae partecipato alla scelta dell’arredamento della casa di Montecarlo al centro delle ultime polemiche politiche. 

Domani i documenti In merito alla querela annunciata da Fini la direzione conferma il contenuto dell’articolo pubblicato oggi: "Fini e signora comprarono i mobili della casa di Montecarlo". E annuncia che sull’edizione di domani pubblicherà fatture, contratti e nome e cognome dei testimoni.

La smentita di Fini "Pur di denigrare il presidente Fini, Feltri propone ricostruzioni fantasiose basate su improbabili racconti di personaggi che si celano dietro l'anonimato - ha spiegato il protavoce di Fini - in questo modo la calunnia diventa notizia, e la realtà un dettaglio trascurabile. Il tribunale accerterà la grave diffamazione, e il consiglio dell'Ordine dei giornalisti la violazione delle regole deontologiche". Fini e la Tulliani, ha scritto oggi il direttore Feltri nel suo editoriale, "hanno arredato il quartierino scegliendo e acquistando in un negozio di Roma i mobili che poi sono stati spediti a Montecarlo. Abbiamo recuperato la fattura della cucina e di altri arredi e raccolto la testimonianza dell’uomo che ha trattato l’affare direttamente con la coppia".

L'analisi di Farefuturo "Leggetevi bene l’editoriale di oggi di Vittorio Feltri: è un passaggio importante per il senso complessivo della riflessione. E' una 'sterzata'. Insomma la vera notizia è che Feltri smentisce se stesso. E mentre lo 'scandalo' monegasco viene derubricato a 'questione di galateo', i riflettori del Giornale tornano ad accendersi sullo scandalo vero, sul peccato originale di Fini e dei finiani, sul vero cuore della questione: la colpa del dissenso". Così Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, commenta l’editoriale di oggi . "Ritornano i toni e i contenuti dell’ormai famoso documento di espulsione: colpirne uno per educarne cento (e chissà chi sarà il prossimo), punire i 'traditori', mettere alla gogna chi si è macchiato del reato di lesa maestà, eliminare, tra gli schizzi di fango e con metodi che non è poi così esagerato definire dittatoriali, l’avversario. Dunque in un colpo solo Feltri smentisce se stesso, conferma le profezie di Giorgio Stracquadanio (che invocava il 'trattamento Boffo' per Gianfranco Fini), e rivela il piano politico su cui si è innestata la sua campagna di killeraggio mediatico. Dimostrando anche - continua l’articolo - di aver preso in giro i suoi lettori. Perché le firme raccolte con tanto strepito, usando come specchietto per le allodole la questione di una eredità privata, si rivelano per quello che sono: strumento di una lotta politica tutta interna al centrodestra. Per imbavagliare il dissenso".