Montecarlo, seconda e scontenta: ecco la rinascita Ferrari

Raikkonen in prima fila dopo sette mesi di digiuno: "Peccato, volevo la
pole. Ma adesso conta solo vincere". Al primo posto il solito Button

nostro inviato a Montecarlo

Come in una bella storia quando il brutto anatroccolo diventa cigno. Solo che per Kimi Raikkonen, più che di una trasformazione si tratta di un ritorno al piumaggio talentuoso che gli compete. Perché Kimi è in prima fila nel patinato e molto billionaire mondo monegasco, beffato di 25 millesimi da Jenson Button con BrawnGp furbetta, che tradotti in centimetri significano un metro di differenza, «e sono felice – dice - di essere così davanti, ma sono anche dispiaciuto perché la pole, stavolta, era alla portata».
Per cui bene, bravo e bis pensando ai guai in qualifica di due settimane fa a Barcellona, pensando alla partenza al rallentatore perché il semaforo «nascosto dagli alettoni così alti non si vedeva bene», pensando, soprattutto, che il gelido ragazzo non varcava la prima fila da oltre sette mesi, dal Gp di Cina del 2008 e che la Ferrari stessa non toccava il pregiato asfalto dal Gp del Brasile. A intorbidare le speranze per oggi non c’è neppure sua maestà «il pieno di benzina», con i chili a influenzare prestazioni e strategie, perché Button ha caricato tre chili e rotti di benzina in più, per cui un paio di giri di differenza con Kimi e la Rossa capaci di staccare il miglior tempo in tutti i settori e di rifilare mezzo secondo nel Q2 a Massa. Non a caso, il leader del mondiale si dimostrerà un filo preoccupato: «Anche se parto dalla pole, vincere qui non sarà facile, perché credo che la battaglia con la Ferrari e Raikkonen sarà feroce...».
Insomma, le cose cominciano a girare per il verso giusto, almeno a giudicare dal disappunto del nordico che la pole la voleva proprio a sancire quello che un po’ tutti iniziano a pensare: e cioè che la Ferrari – nonostante le beghe politiche e i propositi di addio –, dall’introduzione del diffusore furbetto è diventata la seconda forza del mondiale ormai a braccetto della RedBull. «Il secondo posto è un bel risultato ma resto deluso per aver perso la pole – ripete Kimi -. Qui c’è molta differenza tra partire primo e secondo e anche se disponiamo del kers, il rettilineo prima della Sainte Devote non è abbastanza lungo per poterlo sfruttare a fondo. Vediamo, io cercherò comunque di andare in testa, darò il massimo per conquistare la vittoria, perché visto il periodo da cui arriviamo, conta solo questo». Quindi l’unico vero rammarico: «All’ultimo avrei avuto ancora la possibilità di fare un tentativo per migliorarmi ma sono andato lungo alla prima staccata».
Il cigno diventato brutto anatroccolo e tornato cigno promette molto e non lo fa spesso. Di solito preferisce celarsi dietro ghiacciolini di sillabe, ma stavolta no, stavolta la vittoria vale doppio, triplo, vale forse il mondiale che la Ferrari, quest’anno, non potrà acciuffare. Perché qui la Rossa ha sempre vinto poco e l’ultimo trionfo risale al 2001, una vita fa; perché conquistare il Principato sarebbe il modo migliore per urlare al mondo che il Cavallino è rinato. Lo sa bene anche Felipe Massa che proprio per questo è un tantino mogio: il quinto tempo, più leggero di un chilo rispetto al compagno, non lo fa stare bene. Così come l’errore commesso in avvio di qualifiche (ha sbattuto all’uscita delle Piscine, ndr): «Questi risultati - spiega - sono la conferma che possiamo tornare a lottare con i migliori; avrei potuto essere nei primi tre ma non ho mai avuto un giro senza traffico. Noi seconda forza del mondiale? È presto per dirlo, aspettiamo, però la strada è giusta. Quanto al mio errore, avevo freni nuovi e le gomme più dure che faticano di più a raggiungere la giusta temperatura: appena ho toccato il pedale mi si sono bloccate e sono finito contro il guardrail». Nulla in confronto all’errore di Lewis Hamilton, contro le barriere nel Q1, fuori dai giochi e retrocesso all’ultimo posto per la sostituzione del cambio: «Non so a che cosa stessi pensando... – dirà -, sono davvero mortificato».
Ma tant’è: oggi conta la Rossa, è in prima fila ed è pure scontenta. Un gran bel segno.