Montecitorio, fumata nera per l'elezione del presidente

Trila fumata nera nell’elezione del
presidente della Camera. Nessun deputato ha raggiunto nel primo
scrutinio il quorum richiesto dei due terzi dei componenti
l’Assemblea. Gianfranco Fini dovrà attendere domani per essere eletto

Roma - Gianfranco Fini dovrà attendere domani per essere eletto presidente della Camera. Nelle tre votazioni di oggi, in una giornata che non ha riservato nessuna sorpresa, il leader di An non ha mai superato gli elevati quorum previsti dal regolamento per essere eletto allo scranno più alto di Montecitorio. Ma domattina (la seduta è convocata per le 9:30) la sua elezione sarà scontata. A Fini basterà, infatti, avere la maggioranza assoluta dei voti contando anche le schede bianche. Voti di cui alla Camera Pdl e Lega dispongono ampiamente. L'elezione di domani sarà, così, in linea con i precedenti delle ultime quattro legislature: con il presidente eletto al quarto scrutinio. nel giorno successivo a quello dell'inizio della seduta numero uno.

Dopo la proclamazione del risultato, il presidente provvisorio della Camera Pierluigi Castagnetti si recherà personalmente dal presidente eletto (che solitamente attende il responso dello spoglio fuori dall'emiciclo, per comodità nello studio del presidente a piano Aula) per comunicargli ufficialmente la sua elezione. Il nuovo presidente assume, quindi, da subito la presidenza della seduta e pronuncia un discorso che viene considerato come un 'manifesto' del suo mandato alla guida dell'Assemblea di Montecitorio.

Archiviato il capitolo della presidenza, l'Aula della Camera riaprirà i battenti la prossima settimana, quando sarà chiamata ad eleggere i componenti dell'ufficio di presidenza. Si tratta, in particolare, di quattro vicepresidenti, tre deputati questori ed otto deputati segretari. Il numero dei segretari potrebbe, però, crescere se non tutti i gruppi parlamentari, che si costituiscono in questi giorni, non avessero almeno un rappresentante nell'ufficio di presidenza.