Montecitorio, stop ai lavori per guerra fredda La mossa dell'Udc: chiesta sfiducia del premier

Congelate le mozioni in calendario sulla Rai,
sul ritiro delle deleghe per il ministro Calderoli e
la mozione di sfiducia individuale al ministro Bondi. Cicchitto: &quot;Prevale la questione politica generale&quot;. Intanto Casini manda al diavolo il pressing della Chiesa e<strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=490955"> chiede la sfiducia del Cavaliere</a></strong>

Roma - La prossima settimana la Camera sospende le sedute, in attesa del voto di fiducia al governo del 14 dicembre. A stabilirlo è stata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che ha accolto la richiesta arrivata dal Pdl, appoggiata da Lega e Futuro e Libertà. Il calendario prevede quindi, dopo l’approvazione del decreto sicurezza e l’eventuale avvio dell’esame della proposta di legge Pdl sulla libera imprenditorialità, la ripresa dei lavori lunedì 13 dicembre alle 16 con la discussione generale della mozione di sfiducia al governo.

Il voto della fiducia al governo Il 14 dicembre alle 10,30 iniziano le dichiarazioni di voto in diretta televisiva. La chiama inizierà intorno a mezzogiorno. Vengono quindi congelate le mozioni, che erano in calendario per la prossima settimana, sulla Rai, sul ritiro delle deleghe per il ministro Roberto Calderoli e la mozione di sfiducia individuale al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per il crollo della Domus dei gladiatori a Pompei. "In pendenza della mozione di sfiducia ritenevamo opportuno che la prossima settimana non ci fossero lavori parlamentari su questioni delicate, perché prevale la questione politica generale, dopo la quale riprenderemo la normalità dei lavori parlamentari", ha spiegato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto al termine della capigruppo.

Il Pd si schiera contro Contrario invece il Pd: "la maggioranza ha chiesto per ragioni politiche - ha detto Dario Franceschini - che non ci sia aula la prossima settimana le opposizioni hanno fatto presente che era opportuno mantenere il calendario fissato". Nel caso il Senato dovesse modificare il Ddl di stabilità, il capogruppo democrato ha assicurato la disponibilità del Pd "ad approvare il provvedimento in due ore" nel secondo passaggio alla Camera. La conferenza dei capigruppo ha anche fissato per il 15 dicembre, dopo il voto di fiducia, la prossima riunione per fissare il calendario del mese di dicembre, in cui avrà la priorità il decreto sui rifiuti. Nella riunione di oggi "mi pare che sia stato ragionevolmente deciso - ha commentato Franceschini - che è assurdo parlare del calendario d’aula successivo alla mozione di sfiducia dato che ho buoni motivi per ritenere che la mozione di sfiducia verrà approvata dalla Camera". "Gli faccio gli auguri - è stata la replica di Cicchitto - ma sono sicuro che il governo riprenderà la sua attività nel pieno della sua azione politica, come si è dimostrato ieri con il voto sull’università. Se non sarà così - ha concluso - si aprirà una crisi politica, che a nostro avviso richiede, ferme le prerogative del capo dello stato, le elezioni anticipate".