Montegranaro sbanca Milano e l’Armani va alla bella

Non bastano 23 punti di Gallinari, squadra sfinita e fatta a pezzi: 83-86

Anche la strada per il Forum diventa sentiero per elefanti, per tifosi che se ne vanno scuotendo la testa perché Milano, battuta 86-83 dalla Sutor, brucia tutto in una notte balorda e ora, svuotata nei muscoli e nella testa, andrà a giocarsi la bella in casa di Montegranaro domani sera a Porto San Giorgio. Giorgio Corbelli fa bene a scappare via quando ancora mancano 2 minuti, purtroppo non va a firmare carte per la cessione del club, ma soltanto il quaderno delle condoglianze per l'umore della gente che è nerissimo, ma questo già prima che cominciasse la notte in cui l'Armani ha perso il treno insieme a chi sperava che Milano potesse restare nei giochi europei. Biglietti aumentati, società vuota dentro, squadra sfinita e fatta a pezzi dall'obice di Garris, l'uomo del silenzio e da gommolo Sharrod Ford, l'uomo chiave nel terzo quarto dei disastri, l'uomo decisivo anche alla fine quando Caja si accorgeva di non aver avuto niente nel posto delle fragole e delle sorbole, cioè sotto canestro, dal solito irritante Watson, pensate che lo hanno fatto anche capitano, e dal lunatico Sesay che tre partite in fila non te le gioca mai.
Montegranaro ha scelto un saio francescano per l'ultima preghiera ad un bel campionato, ma col tempo si è accorta che non c'era acqua nell'oasi creata da Caja per pochi giocatori, non tutti buoni fra l'altro, ha sfrondato le palme e trovato i datteri dorati con i 6 liberi finali di Vitali. Male i centri di Milano, esagerato e sfiancato Gallinari anche se ha fatto 23 punti, soffrendo però un Minard attivo e un Vitali viperino, con la fatica dipinta in faccia Booker che comunque alla fine era almeno in vita, stranamente vuoto Vukcevic.
Giorgio Armani resta seduto senza parole, credeva che un'alba nuova fosse arrivata ad illuminare la strada del suo gruppo deciso ad accettare ogni inferno pur di rilevare l'Olimpia per darla alla città, magari appoggiandosi a Meneghin più che a Djordjevic, magari costruendo in tempo qualcosa sapendo che ci sarebbe stata l'Europa. Adesso il lago salato dell'ULEB sembra lontano e siamo sicuri che domani sera a Porto San Giorgio non ci sarà un angolo per respirare meglio che al vecchio Forum.