Monteleone sta con la Casa per dare la casa ai genovesi

Attacca in commissione per l’edilizia popolare: «Assessori arroganti e superbi». Poi sostiene Plinio

Indovinate chi l’ha detto: «Voi della giunta siete arroganti, superbi, ubriachi dalla sete di deleghe, che poi non sapete usare. Non sapete governare». Un aiutino: le parole sono volate in sede di commissione regionale, al momento di valutare una nuova proposta di legge della giunta Burlando sull’edilizia popolare che, tra le altre cose, dà agli immigrati dell’ultim’ora gli identici diritti dei genovesi e degli stessi stranieri che da anni vivono regolarmente in Liguria. Allora, chi l’ha detto? Sandro Biasotti, ex governatore e leader dell’opposizione? Quel «solito» pierino di Giannni Plinio? Un battagliero forzista come Gino Garibaldi o il sempre attento Matteo Marcenaro dell’Udc? Macché La firma in calce al messaggio urlato in faccia all’assessore Maria Bianca Berruti è di Rosario Monteleone, vicepresidente del consiglio regionale, leader della sfiorita Margherita ma pur sempre autorevole esponente dell’Ulivo. Della maggioranza che sostiene Berruti, Burlando e compagni.
Monteleone, che è anche l’uomo che «pose il gran rifiuto» al Pd, spiega, qualche ora dopo, «di avere bisogno di tempo per approfindire e valutare i temi contenuti nella proposta di legge». Beh, le parole non erano proprio quelle. «L’assessore in effetti ha tenuto un atteggiamento che non ho condiviso ed è stato anche un po’ arrogante - aggiusta la mira Monteleone -. Diciamo che non ha certo dimostrato un’eccessiva apertura al dialogo e alla possibilità di accogliere suggerimenti utili».
La frattura con la sua stessa maggioranza è secca. Ed è allargata ancora una volta a Rifondazione Comunista, che come lui si è astenuta sulla proposta di legge. Ma sull’emendamento proposto da Gianni Plinio e sostenuto dall’opposizione Monteleone ha votato addirittura a favore. Il suo appoggio non è stato sufficiente a modificare il testo di legge, ma il segnale politico è rimasto netto. Cosa aveva proposto il capogruppo di An? Che agli italiani e agli extracomunitari regolarmente residenti da almeno 10 anni venissero almeno riconosciuti benefici in materia di politiche abitative popolari. Che in una graduatoria si vedessero riconoscere una minima priorità rispetto a extracomunitari dell’ultim’ora e magari clandestini. Niente da fare. «È di sconcertante gravità che la maggioranza di centro-sinistra abbia bocciato il mio emendamento volto a limitare i benefici in materia abitativa agli extracomunitari residenti in Italia da almeno 10 anni- osserva Plinio -. Prendo atto, con piacere, che a favore della proposta ha votato, oltre ai colleghi Matteo Marcenaro (Udc) e Gino Garibaldi (Fi), anche il collega Rosario Monteleone. Così facendo il centro-sinistra regionale penalizza gravemente gli sfrattati italiani che, per anni, hanno pagato le tasse allo Stato e che rischiano di vedersi sottratta la casa popolare da chi, appena arrivato in Italia, non ha contribuito in alcun modo a finanziare la realizzazione di alloggi pubblici». Forza Italia taglia corto: «È una legge demagogica. Assegna uguali diritti a liguri ed extracomunitari con permesso di soggiorno. Prevede nuovi costi per le imprese e manca la copertura economica». L’Udc rincara la dose su quello che risulta «l’ennesimo provvedimento propagandistico». Matteo Marcenaro osserva che la legge «di fatto, favorirà i cittadini extracomunitari nella redazione delle graduatorie dei vari bandi per l'accesso all'edilizia pubblica creando così fastidiose contrapposizioni tra le fasce meno abbienti della nostra popolazione. L'esatto contrario dell'integrazione e dell'attenzione alle fasce più deboli che a parole tanto si sbandiera». Tanto che neppure Rifondazione l’ha votata.