Monterosso, posteggi nascosti nel verde

Tre piani, rivestito in pietra locale, intonaco giallo Liguria 1000 metri quadri di verde, in località Loreto, Monterosso al Mare. Macché residence, solo un parcheggio di cento posti auto inaugurato ieri. E dimmi niente in quella perla delle Cinque Terre votata al turismo e rosicchiata viva dai gas di scarico. Folla delle grandi occasioni, autorità d'ogni ordine e grado, un applauso lunghissimo. Ce l'ha fatta il sindaco Angelo Betta: due anni di amministrazione e quel parcheggio finito a puntino che s'è curato pratica dopo pratica. Perché è inutile, Monterosso la devi camminare, scoprire e preservare. Il piano regolatore da anni aveva già individuato aree parcheggio, «ma ci vuole coraggio per portare avanti certe scelte», commenta Betta. Che riesce a convogliare sul progetto un milione e 600mila euro: «Per accedere ai finanziamenti europei, la Regione ci chiedeva di dimostrare l'esistenza di un Consorzio di via in grado di gestire un Centro servizi». La filosofia era piazzare un centro informazione all'interno della struttura di sosta: «Gli automobilisti arrivano, parcheggiano e chiedono». Una sorta di silos compatibile con quell'ambiente di pregio, posizionato alla fine di quei tornanti risucchiati verso il mare. Due piani più tetto a giardino, un'oasi verde curata nel dettaglio. Nel corpo centrale l'ufficio informazione: una costruzione ottagonale in vetro su montanti d'acciaio e copertura in legno a ricordare una vela. Scale di accesso, ascensore, nessuna barriera architettonica. La città vecchia resta intatta. «Anzi, abbiamo iniziato l'opera di ripristino della pavimentazione originaria e il recupero di sentieri cementificati negli anni 60». Ma il disegno s'allarga: «Adesso c'è da eliminare il terrapieno a Fegina, in inverno campo di calcio e da Pasqua in poi parcheggio per 350 auto. Poi i box interrati da vendersi a prezzo politico ai residenti, 1700 anime con 560 auto». Betta pianifica e libera Monterosso dallo smog.