Monterotondo ricorda Angelo, ragazzo di pace ucciso in Israele

Nel paese vicino Roma lo conoscevano tutti: «Trasmetteva energia e allegria»

Marco Morello

«Bisognerebbe tentare di essere felici, se non altro per dare l’esempio». Una frase di Jacques Prévert, contenuta in una lettera inviata al circolo di Rifondazione del suo paese, è uno degli ultimi segni lasciati da Angelo Frammartino, un ragazzo che la felicità la cercava regalando un sorriso a chi la sua l’aveva dovuta mettere da parte per forza. Il primo agosto era arrivato a Gerusalemme per aiutare i bambini palestinesi, ma giovedì proprio un terrorista palestinese lo ha ucciso, pugnalandolo alle spalle mentre passeggiava nella città vecchia. È una beffa del destino che il male debba subirlo proprio chi si opera per cancellarlo. Angelo, 24 anni, già domani sarebbe tornato nel suo paese, Monterotondo, dai genitori e dalla sorella.
Iscritto alla facoltà di giurisprudenza dell’università Luiss, era coordinatore dei «Giovani comunisti» della cittadina in provincia di Roma. «Era impegnato in politica e nel sociale - racconta il sindaco Antonino Lupi -. Anche dopo l’esplosione del conflitto tra Israele e Libano, il progetto cui aveva preso parte era stato giudicato a basso livello di rischio». La realtà si è dimostrata subito ben diversa, visto che in un sms aveva scritto «Qui è una catastrofe»: mai però avrebbe immaginato che quella catastrofe l’avrebbe travolto. A Monterotondo tutti sono rimasti scossi dalla notizia. Era molto conosciuto in paese, soprattutto per via del suo attivismo. «Angelo è sempre stato molto impegnato - racconta Antonio, un compagno di liceo - trasmetteva energia e allegria a tutti. Mi dispiace moltissimo». «Un ragazzo come tanti altri - lo descrive Pasquale Sacceddu, un vicino di casa - vestiva sempre in maniera sportiva con jeans e maglietta. Era solare ed educato».
«In un mondo attraversato dall’odio - ha dichiarato Piero Marrazzo, presidente della Regione - si è spenta una voce che credeva fermamente nel dialogo e nella solidarietà». Al coro di cordoglio per il tragico episodio, che ha visto partecipare quasi tutte le massime autorità dello Stato, si è unito il presidente della Provincia Gasbarra, che ha inviato un telegramma ai familiari della vittima. Anche il sindaco Veltroni ha scritto una lettera ai genitori del giovane ucciso: «Immagino il momento di grande dolore che state vivendo - si legge nel testo -. Sono sicuro che le speranze di vostro figlio, la sua generosità, i suoi ideali, vi accompagneranno per sempre».
A Monterotondo ieri le bandiere sono rimaste a mezz’asta. Per ricordare un «ragazzo di pace» come Angelo è bastato un altro piccolo segno.