Monteverde e i suoi tanti «no» ai danni proposti dalla sinistra

Scende in campo, più decisa che mai: dopo l’esperienza maturata in circoscrizione nello scorso ciclo amministrativo nelle file di Forza Italia - come componente delle commissioni Cultura, sport e tempo libero e Interventi manutentivi e Gestione del patrimonio -, Claudia Monteverde, 25 anni, genovese, geometra libero professionista, si ripropone per il parlamentino Medio Ponente, ma lancia la propria candidatura anche per il consiglio comunale di Genova. Con le idee chiare: «Mi voglio impegnare - scandisce - per una società meno ingiusta, più vicina ai principi cristiani e di vera pace, in cui si dia più spazio ai giovani capaci e preparati, e alle idee nuove».
Anche alle donne, già che ci siamo.
«Certamente. Io dico: largo alle quote rosa, promesse da tanti che sono al potere oggi, senza mantenere».
Lei parla spesso di saltimbanchi della politica.
«Se ne trovano a tutti i livelli di responsabilità. Una iattura, per chi vuole operare seriamente».
In circoscrizione e anche nella Sala rossa di Tursi?
«Eccome. La circoscrizione è un microcosmo in cui si possono imparare molte cose, e contemporaneamente se ne possono fare altrettante. Per il bene dell’intera collettività».
Nel Medio Ponente, ce ne sono, di problemi da risolvere.
«Tanti. Li ho incontrati e, in un certa misura affrontati, in questi cinque anni da consigliere. Parliamo di Sestri, Borzoli, Cornigliano. Ma non dobbiamo limitarci alle lamentazioni. Possiamo e dobbiamo contribuire a migliorare le cose, in particolare l’ambiente, la qualità della vita. A partire dalle delegazioni per arrivare al resto della città».
Finora lei, Monteverde, ha pronunciato molti “no“.
«Quando ci vuole, ci vuole. Ho detto e dico ancora no all’inceneritore di Scarpino, alla costruzione della moschea a Cornigliano, all’attuale caotica viabilità del ponente genovese e alla chiusura dell’ospedale di Sestri».
Si batterà invece, dalla parte di Forza Italia e della Casa delle libertà, a favore di quali proposte?
«A favore di un reale cambiamento di rotta nella politica amministrativa: per ritrovare entusiasmo, voglia di fare e di far crescere la città e i suoi abitanti. È ora di cambiare volto a Genova. Io voglio dare il mio contributo, e continuerò a impegnarmi per questo».