Montezemolo ai sindacati: "Basta veti"

Il presidente di Confindustria sottolinea che l'Italia non cresce e che, proprio per questo, "non c’è alternativa a
una grande, decisa, radicale stagione di riforme". Poi l'attacco ai sindacati: "Aprano gli occhi. I lavoratori sono più vicini a noi che a loro"

Torino - L’Italia non cresce e "in questa situazione non c’è alternativa a una grande, decisa, radicale stagione di riforme". Così il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, al suo ultimo intervento. "La stagione di riforme, profonde e ineludibili, dovrà affrontare tre grandi priorità - elenca -: un’emergenza economica, un’emergenza sociale, un’emergenza istituzionale". Secondo Montezemolo "per il cambiamento che chiediamo serve, prima di tutto, una grande operazione verità: finita la campagna elettorale, abbiamo il dovere civile di guardare fino in fondo lo stato generale, non solo economico, del nostro paese".

Sicurezza a cittadini e imprese Lo Stato deve dare sicurezza a cittadini e imprese. Lo chiede il presidente della Confindustria, che nel suo intervento al convegno di Torino torna a definire l’indulto "un provvedimento disastroso, un brutto segnale" e ricorda l’impegno degli industriali contro la criminalità: "Abbiamo bisogno di uno Stato forte per ridare sicurezza a cittadini e imprese. Confindustria continuerà a essere in prima fila nel combattere tutti i fenomeni di illegalità, dal pizzo all’evasione, al lavoro nero. Per sconfiggere questi fenomeni una volta per tutte occorrono presidio del territorio, tempi della giustizia rapidi, certezza della pena".

I sindacati aprano gli occhi È ora che il sindacato apra gli occhi e si confronti con il mondo reale. Il leader di Confindustria sollecita così, ancora una volta, Cgil Cisl e Uil "a rinunciare alle vecchie pratiche degli scioperi rituali e inutili che ogni due anni accompagnano puntualmente i rinnovi contrattuali". Riti "logori" e inutilmente costosi sia per i lavoratori che per le imprese. Un nuovo ruolo, dunque, per il sindacato, soprattutto ora che il Paese ha bisogno di una riforma del modello contrattuale. "Ma in 4 anni - prosegue Montezemolo - le tre sigle sindacali non hanno voluto o potuto raggiungere un accordo, non con noi ma tra di loro". E per allontanare l’accusa di un eventuale pregiudizio nei confronti di Cgil Cisl e Uil Montezemolo ricorda come abbia cercato di coinvolgerli, sin dall’inizio del mandato "in un necessario processo di modernizzazione delle relazioni industriali". Quello di cui il Paese infatti ha bisogno, prosegue, è di un "sindacato autorevole, capace di rappresentare gli interessi dei lavoratori e non quelli dei sindacalisti, che sono in Italia ben sei volte più dei carabinieri". In una parola, il Paese ha bisogno "di un sindacato moderno. Perché - aggiunge Montezemolo - il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto più vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti".