Montezemolo: «Gli assenteisti? Dannosi come gli evasori fiscali»

«Ricevono uno stipendio ingiusto e non meritato»

da Roma

«L’assenteismo non è diverso dall’evasione fiscale: si incassa uno stipendio non guadagnato a scapito dei lavoratori onesti». A Confindustria non sono piaciute le reazioni dei sindacati ai dati sugli statali che Luca Cordero di Montezemolo ha snocciolato martedì scorso all’università Luiss. Le assenze dai ministeri, uffici pubblici ed enti locali, costano alla collettività un punto di Pil, aveva detto il presidente della confederazione suscitando le proteste di Cgil, Cisl e Uil. Ieri è tornato sul tema, mettendo sullo stesso piano i travet che non lavorano e i contribuenti che non pagano le tasse. Che sono un obiettivo abituale dei sindacati e sui quali ha speso più volte parole dure.
L’intenzione è quella di dimostrare che su alcune cose non ci dovrebbero essere divisioni tra i rappresentanti dei datori e quelli dei lavoratori. «Chiedo al sindacato di mettersi al nostro fianco in questa battaglia». A dimostrazione della sua tesi Montezemolo porta altre cifre. Nella pubblica amministrazione l’assenteismo «raggiunge livelli patologici» ed è «superiore al 30 per cento a quello delle grandi imprese industriali e del 37 per cento più alto che nel settore metalmeccanico». Dati sbagliati, come sostenuto dalle organizzazioni dei lavoratori? Se il sindacato «ne ha altri li tiri fuori, finora nessuno ha presentato numeri diversi e comunque non è certamente diversa la percezione dei cittadini».
Più che i numeri, conta la percezione del problema. «Chi si assenta più spesso dal luogo di lavoro, non per ragioni vere o sacrosante, danneggia innanzitutto i suoi colleghi, che devono lavorare anche per lui» e «danneggia chi gli paga lo stipendio, cioè i cittadini attraverso le imposte, perché ricevono in cambio servizi di bassa qualità».
Sul tema ieri è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che vorrebbe «sfatare il mito di amministrazioni pubbliche inette a fare la loro parte». Alle inefficienze si risponde «attraverso tutti i necessari interventi organizzativi e correttivi». E il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais ha annunciato una «direttiva per la responsabilità dei dirigenti», che ha l’obiettivo di rendere effettive le regole in vigore su orari e sulle assenze negli uffici pubblici.
Ma più che sugli assenteisti in questi giorni l’attenzione è concentrata sullo sciopero generale minacciato dai sindacati per il rinnovo dei contratti di lavoro ancora aperti e per il taglio delle imposte sui redditi da lavoro. Montezemolo ha detto di condividere l’appello di Cgil, Cisl e Uil. Ma ha anche sottolineato come il problema sia soprattutto quello della produttività. Quella italiana «si allontana sempre di più dai Paesi europei». I salari devono seguire la produttività. E in questo contesto è essenziale «dare più valore al vero salario», cioè quello che il lavoratore si mette in tasca.
Sul fronte dei rinnovi, ieri è stato firmato il contratto dei chimici (102 euro di aumento medio parametrato per il 2008-2009). Ma pesano altre trattative di più difficile soluzione. Come quella degli statali, per i quali Nicolais ha assicurato l’impegno. E quello dei metalmeccanici, che il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei ha di nuovo aperto, dicendosi fiducioso su una revoca degli scioperi. «Bene, ma a questo punto bisogna arrivare ai fatti concreti», ha replicato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.