Montezemolo alla Bce: l'euro è troppo forte

&quot;Intervenga la Banca centrale&quot;. Poi sul pil: &quot;Stime sbagliate: l'economia italiana crescerà solo del 1,7% nel 2007 e dell'1,3% nel 2008&quot;. Bersani: &quot;Crescita insoddisfacente&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=207537">Eurispes: un lavoratore su sei è statale</a></strong>

Roma - "Siamo preoccupati per l’euro troppo forte. Chiediamo alla Bce e premeremo sul nostro governo per fare qualcosa". Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, intervenendo a un seminario del centro studi di viale dell’Astronomia. "Un euro così forte - ha continuato - può creare un problema per le esportaziooni. Non vogliamo dare lezioni a nessuno, ma un euro così forte crea problemi alle esportazioni di tutta l’Europa".

Pil rivisto al ribasso Confindustria rivede al ribasso le stime sulla crescita dell’economia italiana, nel 2007 e nel 2008. Per quest’anno infatti il centro studi di Viale dell’Astronomia prevede una crescita dell’1,7%, inferiore dello 0,1% rispetto alle stime dello scorso luglio. Per il 2008 l’associazione degli industriali prevede invece una crescita del Pil dell’1,3%, inferiore dello 0,2% rispetto all’1,5% fissato a luglio.

Le cause A rallentare la crescità italiana - secondo l’associazione delle imprese - sarebbe soprattutto un rallentamento delle esportazioni nette e, più in generale, dell’export. "Rispetto al quadro presentato nello scorso mese di luglio, quando avevamo previsto per il 2007 un tasso di crescita del Pil italiano intorno all’1,8% - spiega il Centro studi di Confindustria - abbiamo rivisto lievemente al ribasso le previsioni di crescita per l’anno in corso, di un decimo di punto. La crescita nel secondo trimestre, lievemente peggiore alle nostre attese e a quelle di consenso, ha spinto a rivedere in lieve ribasso le stime per il 2007. Lo scenario delineato a luglio 2007, prima del rilascio del dato del secondo trimestre, si basava già su un trimestre debole (con una crescita dello 0,1%) nel corso del 2007, individuato però nel terzo anzichè nel secondo trimestre; il presente scenario incorpora sostanzialmente un cambiamento del profilo della crescita, più che della sua intensità, che impatta comunque sulla previsione per il complesso del 2007".

Migliorano i consumi Secondo il CsC inoltre "ci sono segnali di una minore accelerazione degli investimenti e la previsione di un minor contributo da parte delle esportazioni nette rispetto a quanto si stimava in precedenza, anche a causa di una prima metà dell’anno più debole di quanto scontato nel precedente scenario, soprattutto per i dati sull’export. Viceversa si prevede ora un andamento lievemente migliore per i consumi delle famiglie residenti, anche in base ai dati molto positivi ora disponibili per il secondo semestre 2007".

Bene la domanda interna Fra i contributi alla crescita 2007, il CsC inserisce la domanda interna: "i consumi totali e gli investimenti - spiega infatti - forniranno un contributo dell’1,9%"; mentre la variazione delle scorte, che forniranno un contributo negativo intorno allo 0,3%, "ridurrà lievemente il contributo della stessa domanda interna".

Bersani: "Crescita insoddisfacente" "Stiamo vedendo, stiamo riflettendo, certamente questi andamenti internazionali qualche effetto ce l’hanno". Così il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, commenta le previsioni del Centro studi di Confindustria. "Comunque un ritmo di crescita c’è, anche se non è soddisfacente". Bersani ha poi segnalato il dato dei consumi interni che "tengono e sono in lieve aumento" giudicando questo fattore come "un dato sul quale lavorare ancora, anche per quel che riguarda la prossima Finanziaria, che dovrà tenere conto sia dell’esigenza di dare un pò di spinta agli investimenti, sia della necessità della qualificazione dei consumi. Credo che possa essere una pista su cui lavorare per la Finanziaria".