Montezemolo: «Bravi i giudici»

Gian Piero Scevola

«Io dico una cosa sola: credo che in questo Paese abbiamo bisogno non solo che ci siano delle regole e che ove non vi fossero vengano fatte, ma soprattutto che queste regole vengano rispettate. È paradossale e per certi aspetti salutare, come è avvenuto questa estate per le vicende bancarie, che anche nelle vicende sportive sia provvidenziale l'intervento della magistratura». Così il presidente della Fiat e di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, torna sullo scandalo che ha coinvolto il mondo del calcio ed in particolare la Juventus. «Non mi piacciono le intercettazioni - ha proseguito Montezemolo - ma l'intervento della magistratura ha scoperchiato, anche in questo caso, un qualche cosa che evidentemente chi era preposto a far rispettare le regole non era riuscito a gestire. E questo è un fatto negativo per il Paese». E a chi gli chiede se abbia già pensato al sostituto di Moggi, risponde secco: «Non mi occupo della Juventus e poi, se dovessi dire quello che penso, direi cose molto gravi. Preferisco in questo momento tacere».
Intervistato da Economix, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, sottolinea: «Capisco che c'è gente che cerca alibi, ma non esiste lo strapotere rappresentato dai poteri forti, cioè noi, Tronchetti e Sky, perché noi siamo entrati nel settore dei diritti tv del calcio da un anno e mezzo, dall'inizio del gennaio 2005. Non siamo i destinatari di un messaggio di questo tipo. Non conosco Moggi, mentre Giraudo mi sembrava uno che il manager lo sapeva fare». Quanto all'ipotesi di un coinvolgimento del Milan, Confalonieri replica che «se il Milan fosse dentro tanto così, lo scandalo sarebbe scoppiato non oggi ma un anno fa, con il bene che, soprattutto in certi ambienti, vogliono a Silvio Berlusconi». Predica calma Adriano Galliani: «Il momento che sta attraversando il calcio italiano è estremamente delicato. Una situazione come questa impone, proprio per la sua gravità, di mantenere la calma e di cercare, durante il fatale periodo di transizione, di salvare quanto è possibile, senza considerare tutte le strutture e gli organismi, come invece auspica inopportunamente il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, come cavalli azzoppati, cui anticipare brutalmente il decorso naturale della vita».