Montezemolo chiede di più ma boccia il corteo

«Manifestare non serve al Paese. Se il gettito del fisco aumenta, è giusto restituirlo a cittadini e imprese che pagano onestamente»

Gian Maria De Francesco

da Roma

«No». Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo ha usato una sola parola per esprimersi in merito all’utilità per il Paese della manifestazione indetta oggi dalla Casa delle libertà a Roma. Una risposta tranchant per ribadire la contrarietà dell’associazione industriale a scendere in piazza, ma anche una presa di posizione ferma.
«Le tasse le devono pagare tutti, ma aumentando il gettito del fisco credo che sia giusto restituirlo a cittadini e imprese che pagano onestamente», ha aggiunto il numero uno di Viale dell’Astronomia. Quella che a prima vista può apparire una dichiarazione filogovernativa, in realtà, fa parte di una più complessa strategia politica che Montezemolo sta mettendo in atto.
Il presidente di Confindustria, più volte autoproclamatosi come «non di sinistra», sta tentando di individuare una via per le riforme necessarie a ridare competitività al sistema Italia. E se da un lato le manifestazioni di piazza del centrodestra sono sgradite, allo stesso modo sono rifiutate le sortite della sinistra radicale (aveva definito la manovra «senz’anima» e «classista»; ndr). Insomma, quello che conta per il leader degli imprenditori è incalzare la politica sulle riforme e rilanciare il patto per la produttività che sarà al centro delle prossime assise confindustriali. Anche per questo motivo al Forum della piccola impresa di Prato a ottobre i due interlocutori più apprezzati da Montezemolo furono due deputati fuori dagli schemi, ossia Bruno Tabacci (Udc) e il radicale Daniele Capezzone.
Bisogna tentare di «reperire risorse per il futuro, per le infrastrutture e la ricerca», ha concluso. O per dirla meglio con uno slogan montezemoliano, «fare scelte coraggiose». E tanto le infrastrutture quanto la ricerca sono temi cari alle aziende settentrionali verso le quali la presidenza di Viale dell’Astronomia si è fatta più sensibile dopo «la fatal Vicenza». A marzo al convegno confindustriale e oggi a Piazza San Giovanni, però, sul palco si segnalerà la presenza di un leader politico che parla la stessa lingua degli industriali e che ha formato un partito nel 1994: Silvio Berlusconi.